Great Western Trail (2016)
Giudizio complessivo:
Autore: Pfister Alexander
Artista: Resch Andreas
Editore: Eggertspiele
Pegasus Spiele
Numero giocatori: 2 - 4
Durata media: 150 minuti
Tipologia giocatori: Giocatori esperti:
Ambientazione: Trasporto e vendita bestiame nel Far West
Categoria: Percorso
Economia-Industria-Commercio
Meccanica: Deck Building
Piazzamento lavoratori
Motore: Carte
Monete-Banconote
Espansioni: Great Western Trail : Tessere Stazione Extra
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 8
Regolamento: 8
Gradimento: 8
Fortuna: 0
Difficoltà: 5
Valutazione BBG
Voto: 8.29
Votanti: 18.086
Classifica: #9
Valutazione riviste
Ilsa: A
Plato: A
Spielbox: A
Win Magazine: A

Descrizione

Il meccanismo di base di GREAT WESTERN TRAIL è molto semplice: i giocatori muovono il loro Cow Boy lungo uno dei percorsi possibili nelle vaste pianure del Far West per raggiungere la città di Kansas City e vendere il proprio bestiame sul mercato locale, da cui sarà trasportato via treno fino alle grandi città dell'Est.

Le mandrie da trasportare sono costituite da… carte ed ogni tipo di bovino ha un certo valore: inizialmente tutti i mandriani partono con mandrie da "1" e da "2" di varie specie, ma lungo il tragitto potranno acquistare nuovi tipi di bestie o venderne alcuni di quelli posseduti.

Carte acquistate e vendute vanno in un apposito mazzo personale degli scarti con un sistema tipico del deck-building, mentre ognuno inizialmente può tenere in mano solo 4 carte. Al termine del turno i giocatori pescano nuove carte dal loro mazzo personale per ristabilire la mano da 4 (che in seguito potrà aumentare a 5 o a 6 carte se saranno state liberate delle apposite caselle sulla plancia personale).

Gli spostamenti della mandria si fanno "da punto a punto" lungo percorsi che possono essere scelti dai giocatori ad ogni bivio: ogni "punto" corrisponde ad una tessera "edificio" (che permette certi tipi di azione) oppure a tessere speciali che possono generare delle penalità (terreno troppo secco, caduta massi, terreno allagato, tribù indiane).

Inizialmente i soli edifici presenti sono quelli "neutrali" dove chiunque può sostare ed eseguire le azioni indicate: acquisto o vendita di bovini, costruzione di edifici, ingaggio di nuovi lavoratori (o cow boys o ingegneri), spostamento del proprio treno, ecc.

In seguito i giocatori, turno dopo turno, poseranno sul percorso gli edifici del loro colore appena acquistati, i quali garantiranno solo a loro dei vantaggi oppure costringeranno gli avversari che li attraversano a pagare una "tassa" in denaro.

Arrivati a Kansas City le mandrie vengono vendute (le carte vanno sul mazzo degli scarti) in cambio di tanti dollari quant'è il loro valore facciale (da 1 a 5).

A questo punto i giocatori potranno anche posare dei gettoni del loro colore su varie stazioni della ferrovia: lo scopo principale è quello di togliere questi dischetti dalla propria plancia per "liberare" le caselle sottostanti che permettono di ottenere dei bonus di diverso tipo (più soldi, avanzamenti del treno, spostamenti più lunghi sul percorso, più carte in mano, ecc.).

Un apposito segnalino indica l'avanzare dei turni e si sposta ogni volta che una mandria arriva a Kansas City (ogni giocatore ci passerà almeno 7-8 volte durante una partita). Arrivati all'ultimo turno si contano i Punti Vittoria e chi ha il totale maggiore vince la partita.

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Guardando i vecchi film di John Wayne, Henry Ford, Charles Bronson, James Coburn, William Holden o Steve Granger, quelli ambientati nel Far West naturalmente, ci siamo imbattuti tante volte in storie di cow boys in marcia nelle praterie. Questi mandriani (questo sarebbe loro nome in italiano, ma non sembrerebbe di parlare delle stesse persone, vero?) portavano grandi quantità di mucche verso i mercati di bestiame dove venivano vendute per poi rifornire le tavole delle grandi città dell’Est. Chi di voi non ha mai pensato quanto sarebbe stato bello trovarsi almeno una volta in quelle smisurate praterie, sedersi al fuoco del bivacco la sera per cantare qualche canzone scollacciata e bere del caffè nero? Bene, allora siete pronti per affrontare le grandi pianure, i pericoli di quelle marce, gli indiani. Il tutto in cambio di pochi dollari di paga da spendere invariabilmente nelle casse dei saloon o delle allegre “donnine” che li frequentavano…

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Articoli su riviste:

Rivista Numero Anno Titolo articolo Pagina Autore Tipo articolo
Spielbox 2016/5 2016 Spiel '16 - New Arrivals (Part 1) 25 Conrad Christwart Recensione breve
ILSA Magazine 42 2016 Prime Impressioni 43 Cambiaghi Fabio Recensione breve
Spielbox 2016/7 2017 Travel management 16 Dagger Stuart Recensione dettagliata
Plato 95 2017 La vache ! 12 Bord Benjamin Recensione dettagliata
Plato 95 2017 Bien débuter 14 Graveleau Lionel Consigli di Gioco
WIN The Game Journal 506 2017 The life of Cowboys was a very hard one ! 2 Cremona Pietro (Leggi) Recensione dettagliata
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Balena Ludens 2017-03-06 2017 "Euro" gioco per veri Cow Boys Cremona Pietro (Leggi) Recensione dettagliata

Commento

Dopo varie partite a GREAT WESTERN TRAIL, effettuate soprattutto con giocatori esperti mi sembra di poter individuare tre strategie di base:

  1. – puntare sui cow boys (ingaggiandone almeno un paio) per differenziare il proprio parco “mucche” in modo da arrivare a Kansas City con mandrie diverse e di valore più elevato ed incassare di conseguenza più soldi, facendo nel contempo avanzare la propria locomotiva e piazzando stazioni nelle città più remunerative. Come corollario si richiede di liberare al più presto le caselle che permettono di tenere in mano 5-6 carte anziché le sole quattro di base.
  2. – provare a sviluppare al massimo la propria ferrovia prendendo 2-3 ingegneri al proprio servizio per spostare la locomotiva di 3-4 caselle alla volta. Da notare che le stazioni dopo la “curva” del tabellone valgono da 5 a 9 PV e farle tutte significherebbe guadagnare ben 35 PV. Di solito questa strategia è associata ad una maggiore mobilità, liberando quindi al più presto almeno la prima casella dei movimenti extra e passando così da 3 a 5 caselle a turno. Ricordo che il movimento si basa sul numero di caselle con edificio, quindi verso metà partita portare le mandrie a Kansas City potrebbe diventare molto lento senza questa opzione.
  3. – posare il maggior numero di edifici possibile, utilizzando 2-3 lavoratori extra: in questo modo si potranno sfruttare al massimo le azioni specifiche dei propri edifici e magari fare anche pagare un po’ di pedaggi agli avversari. Questa è la strategia più a rischio, delle tre, ma a volte ha funzionato, soprattutto se gli avversari non sono corsi rapidamente ai ripari chiudendo con i loro edifici qualche “buco” pericoloso.

Altro punto importante è la scelta delle caselle da “liberare” sulla plancia personale: si diceva più sopra che dopo aver venduto le mandrie è possibile piazzare delle stazioni sulla linea ferroviaria fino ad una distanza (in caselle) pari al valore della mandria venduta.

Le stazioni altro non sono che i dischetti da togliere dalla propria plancia, come abbiamo visto, ma quali sono le caselle più interessanti da utilizzare per prime? Sono certo che se facessi questa domanda a tutti i giocatori che hanno provato GREAT WESTERN TRAIL riceverei altrettante risposte diverse per cui rispondo a titolo personale e facendo ovviamente riferimento alle strategie di cui sopra.

La mia preferita resta sempre quella delle mosse extra del treno, soprattutto dopo aver assunto almeno un altro ingegnere. Anche la possibilità di scartare permanentemente alcune carte (specie quelle da 1 punto) è sempre una delle prime che cerco di prendere.

Infine, appena possibile, cerco di liberare i gettoni (neri) per passare da 3 a 5 caselle di movimento e da 4 a 5 carte in mano. In conclusione: Great Western Trail, a mio avviso, non dovrebbe mancare nella ludoteca di nessun giocatore appassionato.

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