VektoRace (2018)
Giudizio complessivo:
Autore: Albertarelli Spartaco
Ghelfi Davide
Artista: Ghelfi Davide
Editore: Kaleidos Games
Numero giocatori: 2 - 4
Durata media: 60 minuti
Tipologia giocatori: Giocatori abituali
Ambientazione: Corse di Stunt Cars
Categoria: Sport
Meccanica: Corse
Motore: Logica-Ragionamento
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 8
Regolamento: 7
Gradimento: 7
Fortuna: 0
Difficoltà: 4
Valutazione BBG
Voto: 8.89
Votanti: 9
Classifica: N.D.
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: N.D.
Spielbox: N.D.
Win Magazine: N.D.

Descrizione

VEKTORACE vuole simulare una corsa di stunt-cars senza utilizzare alcun sistema aleatorio (carte, dadi, ecc.) ma basandosi unicamente sulle capacità di “pilotaggio”, sul colpo d’occhio dei concorrenti (non si possono fare “misure” in pista) e sulle… sportellate che sarà possibile dare e ricevere in gara. Per giocare serve un tavolo da cucina sul quale il percorso viene definito utilizzando apposite tessere “curva”: il loro piazzamento indica infatti dove devono curvare le auto, durante la corsa, e da che lato la curva deve essere affrontata. Per muovere i piloti hanno a disposizione 5 “stecche” di cartone di lunghezza variabile fra “uno spazio” (in prima marcia) e cinque spazi (in quinta). La stecca scelta viene posizionata davanti alla propria auto (che è montata su una basetta ottagonale per facilitare spostamenti e interazione con gli avversari) e l’auto è mossa all’altra estremità, con la possibilità di partire un po’ in derapage, ruotare di un lato o fare mosse speciali (spendendo però dei punti “gomma”). Ogni concorrente, ad inizio partita, ha 8 “Punti Bonus” a sua disposizione e può utilizzarli per acquistare “Gomme” o “Nitro”: le prime servono per le manovre più pericolose (schivare altre auto, scendere bruscamente di velocità in caso di ostacoli, stringere le curve, ecc.) mentre i secondi sono utilizzati per migliorare provvisoriamente le prestazioni (sorpasso ad auto di cui si è presa la scia, aumento rapido della velocità saltando una o più marce, sprintare di qualche esagono extra, ecc.). Essendo stunt-cars è possibile anche fare a sportellate con gli avversari ostacolando le traiettorie o impedendo loro di scendere di velocità. I giocatori decidono quanti “giri di pista” effettuare (con 2 o più giri è possibile anche fermarsi ai box per ottenere altri 8 Punti Bonus) e chi taglia per primo il traguardo riceve la corona d’alloro del vincitore.

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VektoRace simula le corse delle cosiddette  “stock car”. Queste competizioni sono molto popolari in America (USA, Canada, Brasile, ecc.) e stanno prendendo piede anche in Gran Bretagna: questi “mostri” (motori da 6.000 cc e potenze fino a 800 cavalli che fanno raggiungere velocità di 330 km/h) esternamente hanno l’aspetto di normali “berline” ma in realtà sono costruite seguendo norme tecniche ben precise, dettate dai circuiti sui quali corrono (come Indianapolis, per citare forse il più noto) e regolamenti molto specifici emanati dalla NASCAR (National Association for Stock Car Auto Racing). Le gare di stock car sono in realtà molto coinvolgenti, non solo per le alte velocità con sfrecciano i bolidi su quei circuiti, ma anche (e forse soprattutto) per le “sportellate” che spesso si danno i concorrenti pur di superarsi e che a volte producono spettacolari incidenti. Ed è proprio questo mondo che si propone di simulare VektoRace ideato da Davide Ghelfi e Spartaco Albertarelli, quest’ultimo un “veterano” del gioco da tavolo ed uno dei più prolifici autori del nostro Paese. Il gioco è edito da Kaleidos Publishing srl per 2-4 giocatori di 12 anni o più: la durata di una corsa dipende dalla forma data al circuito e dal numero dei giri che si vogliono effettuare e per fare un esempio, in quattro può variare da 15 a 20 minuti a giro

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Commento

Il cuore di VEKTORACE sta ovviamente nella scelta delle marce appropriate alle varie parti del percorso e soprattutto in prossimità delle curve, dove in effetti ci si gioca il primato: arrivare troppo lunghi infatti significa perdere molto più tempo del previsto per girarsi e completare la curva (ogni spostamento permette di deviare di un solo lato d’ottagono), dunque i piloti cercheranno di preparare la loro entrata in curva con un certo anticipo (allargando o stringendo la traiettoria in rettilineo) per trovarsi il più possibile vicini alla tessera della curva e girati nelle buona direzione. Tutto questo in teoria non è difficile, ma la pratica è tutt’altra cosa a causa della interazione con gli altri piloti: essere davanti premettere infatti di impostare liberamente la propria corsa, ma essere dietro (non troppo però…)  permette di scegliere se e quando “attaccare” gli avversari. Ci sono due modi per farlo: il primo prevede di essere abbastanza vicini al retro della vettura precedente in modo da prenderle la scia ed accostarsi a contatto con il lato posteriore: a questo punto, volendo, si può giocare un gettone “Nitro” per superare l’avversario. Il secondo metodo consiste nell’arrivare sul lato posteriore destro (o sinistro) dell’auto che ci precede e dargli … una sportellata: in pratica l’avversario, nel turno successivo, non potrà usare la mossa verso destra (o sinistra) il che, in curva, potrebbe costringerlo ad allargare molto la sua traiettoria perdendo tempo o addirittura essendo costretto a frenare bruscamente, per evitare un crash, e ripartendo quindi a bassa velocità. Infine dobbiamo notare che dopo aver effettuato la loro mossa tutti i piloti devono SUBITO scegliere la marcia per il turno successivo (prendendo in mano la stecca relativa) ed annunciarla agli avversari. Questo penalizza leggermente chi sta davanti perché gli altri possono regolarsi sulla sua scelta. Un gioco poco “buonista” e molto competitivo: un percorso da due giri si completa infatti in un’oretta circa, il che significa che c’è subito spazio per la rivincita!

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