Tekhenu: Obelisk of the Sun (2020)
Giudizio complessivo:
Autore: Tascini Daniele
Turczi David
Artista: Fajtanowski Jakub
Umgelter Zbigniew
Zawada Aleksander
Editore: Board&Dice
Numero giocatori: 1 - 4
Durata media: 120 minuti
Tipologia giocatori: Da 14 anni
Ambientazione: Costruire Città e Templi agli Dei per lo sviluppo della popolazione
Categoria: Sviluppo-Ampliamento
Meccanica: Combinazioni-Allineamenti
Piazzamento lavoratori
Motore: Uso di risorse varie, segnalini, pezzi speciali
Dadi
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 8
Regolamento: 8
Gradimento: 8
Fortuna: 1
Difficoltà: 5
Valutazione BGG
Voto: 7.84
Votanti: 3.991
Classifica: #329
Valutazione riviste
Ilsa: C
Plato: B
Spielbox: N.D.
Win Magazine: N.D.

Descrizione

L’ultimo nato dalla “fucina” di Daniele Tascini è TEKHENU: OBELISK OF THE SUN, un gioco ambientato nell’Antico Egitto per descrivere la costruzione del grande tempio di Karnak (vicino a Luxor), dedicato al Dio Amun Ra. Si tratta di un gioco per esperti della durata di un paio d’ore e con regole non troppo complicate, anche se poi non è così facile scegliere le azioni giuste ad ogni turno. 

Il tabellone mostra 6 diverse aree che circondano una zona centrale dove viene installato un grande obelisco di plastica beige (il tekhenu, appunto), incastrato su un disco girevole sul quale sono stampate quattro caselle: una bianca (sole pieno), due grigie più piccole (penombra) ed una scura (in ombra). Attorno al disco girevole ci sono 6 settori sui quali verranno messi dei dadi colorati da usare per eseguire le azioni: ogni settore è diviso in tre aree per considerare i dadi “puri”, “impuri” o “inaccessibili”.

I giocatori ricevono una plancia personale sulla quale verranno messi 10 edifici, 6 statue e quattro cubetti che indicano la variazione delle risorse possibili (papiro, pane, pietra e granito) da un minimo di 2 ad un massimo di 6 unità. Al loro turno i giocatori prelevano DUE dadi (uno a giro) dai settori dell’obelisco e possono usarli in due modi:

  1. – Per la produzione, con il valore del dado che indica il numero massimo di risorse da prelevare (sempre nei limiti definiti dalla posizione dei cubetti sulla propria plancia);
  2.  - Per eseguire un’azione in una delle sei aree attorno all’obelisco

Queste Aree sono dedicate agli antichi Dei Egizi, ognuna di esse è specializzata in un certo tipo di azione, ed ogni azione regala Punti Vittori (PV), risorse, carte o altri vantaggi:

  1. – Osiris permette di posare edifici in città e di aumentare la produzione;
  2. – Horus fa costruire statue da piazzare attorno all’obelisco, in città o al tempio;
  3. – Ra permette di innalzare delle colonne nel tempio;
  4. – Hathor consente la costruzione di edifici attorno al tempio e fa aumentare un apposito segnalino della popolazione;
  5. – Bastet fa avanzare invece un segnalino della felicità (che non può mai superare quello della popolazione);
  6. – Thoth infine consente di acquisire carte speciali: “Blessing” (mono uso, per ottenere dei bonus di vario tipo), “Technology” (uso permanente di certi vantaggi) e “Decree” (dei veri e propri Obiettivi da verificare a fine partita).

Dopo ogni turno l’obelisco gira di un settore e si caricano nuovi dadi nelle zone in penombra: i dadi vengono “riclassificati” in base alla loro posizione attorno all’obelisco (“puri”, “impuri” ed inaccessibili, cioè non disponibili in quel turno). Poi la partita riprende come al solito: ogni due turni si esegue una fase “Maat” in cui si verifica l’ordine di gioco in base al bilanciamento fra dadi puri ed impuri acquisiti dai partecipanti. Poi si riparte: alla fine del quarto turno si effettua un primo conteggio, ed alla fine dell’ottavo c’è il conteggio finale (tenendo conto anche degli obiettivi raggiunti) per arrivare a determinare il vincitore.

Commento

Quando si affronta per la prima volta TEKHENU: OBELISK OF THE SUN bisogna partire da un semplice concetto: la prima partita serve quasi esclusivamente ad imparare le regole; la seconda a fare un po’ di prove, tentando diverse strategie e finalmente, dalla terza in poi, si può giocare competitivamente. Questo non perché si tratti di un’opera particolarmente complessa, ma perché sono possibili diverse strade e cercare di seguirle tutte contemporaneamente porterebbe inevitabilmente alla sconfitta.

Dunque è bene utilizzare come “base” per la vostra partita l’obiettivo iniziale che vi viene consegnato, cercando di soddisfare quanto da esso richiesto prima di passare ad altre alternative: consiglio di limitarvi comunque ad un massimo di 2-3 percorsi diversi, senza cercare di strafare. Così, per esempio, Osiride è certamente in contrasto con Horus perché entrambi richiedono risorse ed impegno, ma assicurano PV extra o bonus se gli avversari eseguono certe azioni; Ra ed Hathor invece sono complementari e si basano sulle costruzioni al tempio; Bastet è utile se si vogliono fare molti PV con la felicità, ecc.

Un Dio che tutti dovranno adorare prima o poi è certamente è Thoth: grazie a lui sarà possibile procurarsi carte utilissime per ricevere risorse extra ma anche e soprattutto per aumentare il numero degli obiettivi per la fine del gioco: c’è stata qualche polemica in rete su queste carte “Decree” perché alcune sono apparentemente più forti di altre, al punto che la soluzione consigliata è quella di limitare a 20 PV il vantaggio massimo di ogni carta.

Rivolgersi agli Dei significa anche procurarsi risorse di tipo e quantità ben diverse: Osiride si paga con una riduzione della “felicità”, Horus richiede molto “granito” per costruire le statue, per andare da Ra servono “pietre e granito”, gli edifici del tempio si costruiscono usando il “pane”, Bastet è un divoratore di tessere “Scriba” mentre Thoth ha bisogno di “papiri”. Ne consegue che prima di andare da un certo Dio bisogna procurarsi quello che ci richiederà, e per ottenere quelle risorse bisognerà produrle o riceverle con altre azioni da eseguire presso altri Dei … insomma, avete capito. 

Si tratta ovviamente di un titolo per giocatori abituali o esperti che non hanno paura di investire un paio di orette a partita ed un certo impegno mentale. Consigliato.

Trovi una descrizione più approfondita su balenaludens.it

Daniele Tascini, con o senza la collaborazione di altri autori, ha preso l’abitudine di offrirci dei giochi che ci portano indietro nel tempo, in terre lontane e con popoli antichi: con Tekhenu: Obelisco del Sole (edito dalla ditta polacca Board & Dice e distribuito in Italia da Giochix.it) facciamo un bel salto temporale e ci ritroviamo nell’Antico Egitto dei Faraoni.

I giocatori (da 1 a 4 di età uguale o superiore ai 14 anni) vestono i panni di Nobili egiziani impegnati nella costruzione di un grande tempio dedicato al Dio Amun-Ra in quello che oggi è il sito di Karnak, vicino alla città di Luxor. Il tempio, iniziato 1900 anni prima della nascita di Cristo, fu interrotto e ripreso varie volte e possiamo considerare che sia stato completato solo nel IV secolo AC. Svettano al suo interno i due obelischi (“tekhenu” in egiziano antico) di Thutmose I° e di Hastshepsut. E proprio questi obelischi hanno ispirato la meccanica di piazzamento lavoratori… pardon… di piazzamento dadi utilizzata in questo gioco.

Continua a leggere su balenaludens.it

Articoli su riviste:

Rivista Numero Anno Titolo articolo Pagina Autore Tipo articolo
Balena Ludens 2020-10 2020 Giocare "Euro" con gli Antichi 19 Cremona Pietro (Leggi) Recensione dettagliata
Plato 133 2021 Sous un soleil capricieux 10 Ka Hrim Recensione dettagliata
Plato 133 2021 Bien debuter 12 Ka Hrim Consigli di Gioco
ILSA Magazine 61 2021 Sotto la lente 32 Bricchi Michele Recensione dettagliata

Commenti degli utenti


Si precisa che tutti i nomi di Ditte o Prodotti che vengono esposti in questo sito sono di proprietà delle rispettive aziende ed il fatto che vengano qui citati non intende infrangere alcun diritto dei detentori né violare alcun copyright.
Chiunque ritenesse di vantare dei diritti di immagine o di copyright e volesse farli valere è pregato di contattarci perché si possa provvedere alla rimozione dei documenti indicati.