Second Chance (2019)
Giudizio complessivo:
Autore: Rosenberg Uwe
Artista: Prentis Max
Editore: Edition Spielwiese
Magic Store (MS Edizioni)
Numero giocatori: 1 - 6
Durata media: 30 minuti
Tipologia giocatori: Per tutti
Ambientazione: Riempire griglie quadrettate alla "Tetris"
Categoria: Astratto
Meccanica: Combinazioni-Allineamenti
Motore: Scrittura-Disegno
Nomi alternativi: Seconda chance
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 6
Regolamento: 6
Gradimento: 6
Fortuna: 2
Difficoltà: 2
Valutazione BBG
Voto: 0
Votanti: 0
Classifica: N.D.
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: N.D.
Spielbox: N.D.
Win Magazine: N.D.

Descrizione

Il buon Uwe Rosenberg ha trovato un filone d’oro con la produzione di giochi che emulano il famosissimo “Tetris” e ce ne ha propinati già una mezza dozzina in pochi anni. Con SECOND CHANCE ha raggiunto il punto più basso (in termini di difficoltà) di questa sua ricerca ed ha ovviamente dedicato questo titolo ai giocatori più giovani, alle famiglie ed a chi non ha voglia di leggersi corposi regolamenti (e spesso con “corposi” loro intendono 2 pagine o più…).

La scatolina del gioco contiene un blocchetto di 100 foglietti (con una griglia di 9x9 quadretti), 6 matite di legno e due mazzi carte: 13 “iniziali”, all’interno di ognuna delle quali è disegnato una figura (polimino) composta da otto quadretti (tutti e tredici di forma diversa, naturalmente) e 40 regolari, ognuna con un polimino che va da “1” a “7” quadretti, anche qui di forma diversa. Tre carte extra riportano i disegni di TUTTI i polimini stampati sulle 53 carte per dare ai giocatori un’idea di quanti ne siano ancora disponibili nel mazzo.

All’inizio della partita ogni partecipante (da 1 a 6) prende un foglietto ed una matita, poi pesca casualmente una delle tredici carte iniziali e riproduce sul foglietto il polimino che ha ricevuto, facendo attenzione che uno dei quadretti del disegno contenga la casella centrale della griglia (caratterizzata da un piccolo cerchio).

Quando tutti hanno terminato (ricordo che ognuno ha un disegno iniziale diverso dagli altri in modo da impedire che in partita si copino le mosse) vengono girare due carte del mazzo regolare e tutti dovranno sceglierne una per disegnare quel polimino all’interno della loro griglia, evitando le sovrapposizioni o di metterne una parte fuori griglia.

Lo scopo è quello di coprire ogni quadretto della griglia, se possibile, ma nella maggior parte di casi arriva il momento in cui le due carte scoperte mostrano disegni che uno o più giocatori non possono inserire per mancanza di spazio adeguato. E qui interviene la “seconda chance” che dà il titolo al gioco: il giocatore infatti deve pescare una nuova carta dal mazzo e, se è fortunato, può piazzare il disegno sulla sua griglia e continuare il gioco, altrimenti viene eliminato e si prosegue finché nessuno può più giocare.

Se qualcuno riesce a coprire l’intera griglia vince immediatamente, altrimenti si proclama vincitore il giocatore con meno “buchi” sul suo foglietto.

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C risiamo… il buon Uwe Rosenberg ha fiutato bene la sua nuova miniera d’oro e dopo averci deliziati nelle “campagne” di tutta Europa con prodotti e manufatti agricoli ora ci sottopone a spron battuto una serie di giochi che si basano sul meccanismo del famosissimo Tetris, come questo Seconda Chance, edito in Italia da MS Edizioni e dedicato ad un pubblico di giovanissimi (da 8 anni in su) o familiare (anche i nonni di oggi hanno giocato a Tetris qualche volta!).

Il gioco ha poi una durata così breve (10-15 minuti) che si presta a 2-3 partite consecutive senza problemi, e può essere praticato in solitario (per cercare di migliorare il proprio punteggio o per lo meno per stare nei parametri richiesti) oppure con 2-6 partecipanti.

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Articoli su riviste:

Rivista Numero Anno Titolo articolo Pagina Autore Tipo articolo
WIN The Game Journal 527-28 2019 Played for you 33 Recensione breve
Balena Ludens 2019-09-19 2019 Tetris, carta e Penna Cremona Pietro (Leggi) Recensione dettagliata

Commento

Tutti i giocatori di Tetris sanno che i vari “blocchetti” che scendono dallo schermo devono essere accoppiati senza creare dei “buchi”, altrimenti si rischia di perdere punti o di arrivare al “game over” troppo presto. In SECOND CHANCE il problema è lo stesso e quindi tutti gli sforzi dei giocatori devono essere indirizzati ad accoppiare i vari polimini al meglio per evitare che restino dei “buchi” sulla griglia.

Il fatto che si parta dal centro (mentre in Tetris si parte dal basso) complica un po’ le cose perché i giocatori sono costretti ad evitare pericolosi ammassamenti che lascerebbero poco spazio ai quattro angoli della griglia, impedendo di fatto di piazzare in seguito i polimini più grossi (da 6 o 7 quadretti).

A volte quindi è necessario scegliere una figura più piccola che, è vero, coprirà meno caselle, ma al tempo stesso ci premetterà di chiudere qualche fessura lasciando tanto spazio libero (guardare l’Esempio 2 nella sezione con le foto in questa pagina).

È importante notare che ogni polimino mostrato dalle carte può essere ruotato o invertito come si vuole, purché la “forma” finale non cambi: questa è spesso l’azione più difficile da spiegare, specialmente ai ragazzini più giovani, perché se da un lato è facile aiutarli ruotando la carta col disegno, dall’altro non è molto agevole fare capire loro cosa significa “invertire” mentalmente quel disegno (usate uno specchietto per la prima spiegazione).

Verso la fine della partita molte delle figure non potranno essere inserite (salvo casi eccezionali) perché non ci sono più spazi grandi a sufficienza: qui intervengono l’azione “Seconda Chance” e, naturalmente, la fortuna! Trovare un solo quadretto o una barretta di 2-3 quadretti infatti significa quasi certamente continuare il gioco, mentre un “pentamino” (o una figura con ancor più di 5 quadretti) solitamente metterà fuori gioco.

Attenzione però perché le regole dicono che a parità di “buchi” sulla griglia vincerà il giocatore eliminato per primo (per compensare un po’ la sua … malasorte).

Come si vede SECOND CHANCE è stato veramente indirizzato a giocatori saltuari, ai più giovani (spesso molto più svegli di noi padri nel sistemare le tessere di Tetris e quindi avvantaggiati anche in questo gioco) ed a qualche “sana” partita in famiglia, magari coinvolgendo i nonni, convincendoli che si tratta di un gioco quasi senza regole!

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