Quest for El Dorado (2017)
Giudizio complessivo:
Autore: Knizia Reiner
Artista: Vohwinkel Franz
Editore: Ravensburger Spieleverlag GmbH
Numero giocatori: 2 - 4
Durata media: 60 minuti
Tipologia giocatori: Per tutti
Ambientazione: Una corsa in mezzo alla giungla per raggiungere El Dorado
Categoria: Percorso
Meccanica: Combinazioni-Allineamenti
Corse
Deck Building
Motore: Carte
Espansioni: Quest for El Dorado: Promo Pack
Nomi alternativi: La Course vers El Dorado
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 7
Regolamento: 7
Gradimento: 7
Fortuna: 2
Difficoltà: 3
Valutazione BBG
Voto: 7.54
Votanti: 3.338
Classifica: #342
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: B
Spielbox: B
Win Magazine: B

Descrizione

Quest for El Dorado è il primo gioco d Reiner Knizia che utilizza la meccanica del "deck building". Il tabellone viene formato utilizzando delle speciali plancie, stampate da entrambi i lati e contenenti ciascuna 37 esagoni con vari tipi di terreno: giungla, fiume, villaggi, terreno difficile e montagne. Queste plance vengono assemblate secondo una serie di schemi forniti dal gioco o ... a piacere, sapendo che esiste una sola plancia di partenza e che dopo l'ultima si deve installare una tessera speciale con la città di El Dorado. I giocatori ricevono un mazzetto personale di 8 carte (uguali per tutti) tre delle quali (verdi) permettono di avanzare nella giungla, una (blu) nel fiume e quattro (gialle) possono servire sia ad entrare nei villagi che ad acquistare nuove carte: tutti mescolano il loro mazzetto di carte e ne prendono quattro in mano.  A fianco del tabellone si installa un espositore contenente 6 mazzetti di tre carte ciascuno (che hanno gli stessi colori di quelle di base, ma con effetti più potenti), mentre sopra all'espositore sono allineate altre due file di sei mazzetti (tutti di tre carte, comprese quelle "speciali" di colore viola): si tratta delle carte extra che i giocatori potranno acquistare per poter viaggiare nelle giungla più velocemente o eseguire azioni complementari. Scopo del gioco è arrivare per primi a El Dorado dopo avere percorso l'intera giungla. Al suo turno ogni giocatore deve: (a) - giocare una o più delle quattro carte che ha in mano, eseguendo le azioni relative (avanzare sulle plance, acquistare altre carte, utilizzare mosse speciali, ecc.) (b) scartare le carte appena giocate in un apposito mazzetto; (c) pescare nuove carte dalla sua riserva: se questa si esurisce viene mescolato il mazzetto degli scarti a costituire la nuova riserva e si termina la pesca. Col passare dei turni il numero delle carte aumenta (deck building) e i giocatori cercheranno di eliminare dalla loro mano quelle meno potenti che li rallenterebbero troppo. Per entrare in un esagono occorre contare il numero di simboli stampati al suo interno (da 1 a 4) e pagare un numero di carte di quel colore il cui valore sia pari al numero dei simboli. Per esempio, per entrare in un esagono verde con TRE simboli occorrono tre carte verdi di valore "1", oppure una carta di valore "2" ed una di valore "1", oppure una carta di valore "3": poiché più ci si avvicina a El Dorado e più il cammino diventa faticoso, nella prima parte del gioco è necessario acquistare dall'espositore carte sempre più potenti o carte speciali (di colore viola) che diano qualche bonus. Il primo giocatore che arriva a El Dorado fa scattare la fine del gioco: se al termine è rimasto l'unico nella città la partita è sua e può finalmente riempirsi le tasche d'oro.  

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Reiner Knizia è senza dubbio uno degli autori più famosi e prolifici del nuovo millennio: sono ormai oltre 200 i titoli pubblicati che portano la sua firma. Ciò gli ha permesso di essere uno dei pochi editori “professionisti”, cioè di occuparsi a tempo pieno della creazione di nuovi giochi. Da quando però ha abbracciato questa nuova professione, sembra cambiato anche il target delle sue “creature”. Per ragioni economiche, ora deve rivolgersi ad un pubblico più ampio e con esigenze molto diverse da chi acquistava, per esempio, Modern Art, Samurai, Ra, Taj Mahal, Amun Re, ecc. Per chi non conoscesse questi giochi, consigliamo di leggere la nostra recensione di Tigris & Euphrates, uno dei suoi primi capolavori assoluti. Con The Quest for El Dorado ritroviamo però un Knizia di nuovo sulla breccia… e con un occhio rivolto anche a giocatori un po’ più esperti. Si tratta di una “corsa” fra esploratori che devono attraversare un tratto di giungla per raggiungere la mitica città di El Dorado. Il riferimento all’inossidabile mito cinematografico di Indiana Jones è evidente, ma se il tema è un poco abusato, a richiamare l’attenzione del popolo ludico è la “prima volta” di Knizia alle prese con il deck-building, una meccanica indubbiamente di gran moda negli ultimi anni.

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Articoli su riviste:

Rivista Numero Anno Titolo articolo Pagina Autore Tipo articolo
Plato 99 2017 Le bon moteur pour traverser les Andes à pied 24 Unt' Margaria Recensione
ILSA Magazine 46 2017 Prime impressioni 90 Di Marco Mauro Recensione breve
Spielbox 2017/5 2017 Bolt or Buy 6 Bartsch Udo Recensione dettagliata
WIN The Game Journal 516 2018 Gold at the end of the Journey 6 De Cassan Dagmar Recensione dettagliata
Spielbox 2018/4 2018 Omaggio: set di 8 carte nuove 0 Gioco o inserto

Commento

Pur senza aver bisogno di una vera e propria "programmazione" Quest for El Dorado non può essere giocato ... spensieratamente: il mazzetto iniziale di carte infatti non consentirebbe di arrivare con certezza alla fine del percorso perché gli esagoni più avanzati richiedono dei valori sempre crescenti e con sole quattro carte in mano sarebbe quasi impossibile avanzare rapidamente. Dunque è necessario costruirsi un mazzo sempre più "dotato" andando ad acquistare nuove carte dall'espositore. Per farlo si possono spendere le carte gialle (quelle iniziali valgono 1 moneta ciascuna, le successuive 2-3-4) o anche quelle di altri colori (che però contano solo come 1/2 moneta ciascuna) e quindi inizialmente conviene dividere le proprie risorse per acquistare carte verdi (e dunque per avanzare più rapidamente) e gialle (per avere sempre più soldi da spendere e per entrare nei villaggi): in seguito si potranno acquisire anche le carte viola che permettono di eseguire azioni speciali, come: pescare più carte dalla propria riserva (permettendo così di eseguire azioni più lunghe), scartare definitivamente qualche carta di valore basso (permettendo così a quelle più forti di "girare" più rapidamente), muovere gratis in un esagono adiacente, ecc. Sul tabellone ci sono anche degli esagoni speciali che, se raggiunti, permettono di eliminare dalla propria mano una o più carte (alleggerendo di nuovo il mazzo). Per passare da una plancia all'altra devono essere prima eliminate delle particolari "barriere" (tessere sagomate con gli stessi colore dei terreni) per le quali occorre pagare un valore extra (con le solite carte): esse serviranno a determinare il vincitore nel caso che, a fine gioco, ci sia più di un concorrente su El Dorado. Infine è anche possibile utilizzare una regola opzionale (che io consiglio comunque a tutti dopo la prima partita di prova) la quale prevede di mettere in campo, in alcuni esagoni di montagna delle tessere esagonali con dei bonus che potranno essere acquisite spostando il proprio esploratore al loro fianco; esse hanno gli stessi simboli delle carte e si possono accumulare per essere giocate quando si vuole in modo da aumentare il numero di azioni in un certo turno. Un gioco divertente (anche se, a mio avviso, non all'altezza del "vecchio" Knizia) davvero per tutti, arrivato secondo per un soffio allo Speil des Jahres del 2017.

 

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