Princes of the Renaissance (2003)
Giudizio complessivo:
Autore: Wallace Martin
Artista: Dennis Peter
Editore: Warfrog Games
Numero giocatori: 3 - 6
Durata media: 180 minuti
Tipologia giocatori: Da 12 anni
Ambientazione: Guerre di supremazia nell'Italia Rinascimentale
Categoria: Sviluppo-Ampliamento
Meccanica: Controllo Aree
Maggioranze
Motore: Aste
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 7
Regolamento: 7
Gradimento: 8
Fortuna: 1
Difficoltà: 5
Valutazione BGG
Voto: 7.31
Votanti: 2.327
Classifica: #1290
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: N.D.
Spielbox: N.D.
Win Magazine: N.D.

Descrizione

PRINCES OF THE RENAISSANCE sfrutta meccaniche già note per ottenere un eccellente risultato finale. I giocatori rappresentano 3-6 Capitani di Ventura in cerca di Signori che li ingaggino per combattere contro le città rivali (Milano. Venezia, Firenze, Roma e Napoli).

I nostri Condottieri partono con un certo gruzzolo in monete d'oro e punti Influenza. A turno possono eseguire una delle seguenti azioni:

  • ingaggiare nuove truppe;
  • comprare una tessera "tradimento";
  • mettere all'asta una tessera delle cinque grandi Citt;
  • mettere all'asta una tessera Evento;
  • dichiarare una guerra o
  • passare.

Piano piano i Condottieri mettono insieme un piccolo esercito e, a questo punto, vengono ingaggiati per combattere. Le battaglie si risolvono nominando la città che attacca e quella che si difende e mettendo all'asta (pagando con Punti Influenza) la possibilità di diventarne il Capitano.

Le città hanno un "valore" che varia da 3 a 6 e può salire o scendere se si vincono o si perdono le battaglie e questo valore indica anche il "soldo" guadagnato dai Condottieri, indipendentemente dal fatto che abbiano vinto o meno le loro battaglie.

Quando le quattro tessere evento vengono assegnate il turno finisce, si incassano Punti Influenza e Monete d'oro in base alle tessere raccolte e si ricomincia.

Al termine del terzo turno si determina il Vincitore sommando il valore di ogni città (moltiplicato per il numero di tessere posseduto), il valore delle tessere raccolte, il numero di vittorie campali ottenute e verificando chi ha più oro e più Influenza. 

Commento

Come abbiamo visto sopra le meccaniche di PRINCES OF THE RENAISSANCE sono ben note: aste, acquisto di "risorse" (truppe, città, eventi) e battaglie.  Il problema è dunque decidere da dove cominciare e a cosa puntare, perché le possibilità sono veramente tante e tutte possono portare alla vittoria.

Acquistare delle tessere città è molto costoso (la base d'asta è il doppio del "valore" della città in quel momento) ma se ben gestite al termine del gioco esse possono portare più della metà dei Punti Vittoria (PV).

Poiché non è possibile acquistare più di 6 tessere città ed averne più di tre diversi colori (blu per Milano, rosso per Venezia, verde per Firenze, viola per Roma e giallo per Napoli) ne consegue che i giocatori, una volta decisa una strategia inziale, difficilmente la potranno cambiare, quindi tutte le loro mosse saranno orientate al risultato sperato: far crescere il valore delle proprie città!

E questo si ottiene vincendo le battaglie (il vincitore fa salire di “+1” il valore della città per cui combatteva mentre il perdente scende di “-1”), ma per avere buone probabilità di vincerle occorre formare un esercito ben equilibrato sia in attacco che in difesa, scegliendo quindi le tessere che diano possibilmente qualche bonus.

Un altro modo interessante per fare PV è l'acquisto degli "artisti" che appaiono nelle tessere Evento: la maggior parte di essi infatti porta da 2 a 4 PV al suo possessore, mentre alcuni permettono anche di far salire il valore di una città a scelta.

Vincere queste aste costa però Punti Influenza o monete d'oro, per cui se si spende troppo non si hanno abbastanza risorse per l'esercito, ecc.

A fine turno i Condottieri incassano i soldi del loro ingaggio nelle varie battaglie e Punti Influenza in base alle tessere acquistate. Il che significa che non si può trascurare la parte "economico-politica" del gioco se non si vuole restare presto senza le risorse per le successive aste.

Un ottimo gioco che non ha perso una virgola neppure dopo tanti anni. 

Trovi una descrizione più approfondita su balenaludens.it

Eccoci a recensire la seconda edizione di “Principi del Rinascimento” che, a suo tempo (2003), contribuì non poco ad alimentare la fama di Martin Wallace, il prolifico disegnatore di cui potete trovare tutta la produzione sulle pagine di boardgamegeek. Quando si parla di giochi 13 anni (tanti ne sono passati tra la prima e la seconda edizione) sono davvero un’era geologica. Eppure, ad esclusione di grafica e materiali, il gioco funzionava già bene allora e quindi non è stato stravolto: semplicemente viene riproposto con una migliorata veste grafica e con qualche piccola variazione nelle regole.

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