Pakal (2020)
Giudizio complessivo:
Autore: Bellini Luca
Borsa Luca
Artista: Grasso Roberto
Editore: Cranio Creations
Numero giocatori: 2 - 4
Durata media: 20 minuti
Tipologia giocatori: Da 8 anni
Ambientazione: Il Gioco del 15 ritrova nuova vita e nuovi obiettivi
Categoria: Abilità-Destrezza
Meccanica: Combinazioni-Allineamenti
Colpo d'occhio
Motore: Tessere
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 7
Regolamento: 7
Gradimento: 7
Fortuna: 1
Difficoltà: 2
Valutazione BGG
Voto: 7.3
Votanti: 253
Classifica: N.D.
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: N.D.
Spielbox: N.D.
Win Magazine: N.D.

Descrizione

PAKAL è un gioco-puzzle che ha spopolato subito in famiglia: in effetti i vivaci componenti di plastica colorata dalle illustrazioni abbastanza atipiche e la facilità d’uso hanno permesso di portare al tavolo, oltre ai bambini, anche persone quasi refrattarie al gioco ma che avevano comunque provato e riprovato (ai loro tempi) il famoso “Gioco del 15”.

Ogni giocatore prende una plancetta quadrata di plastica termoformata e vi inserisce una scheda con 4x4 quadretti, 9 dei quali riportano un disegno in stile Maya. Poi copre questi disegni con 9 tessere di plastica nel suo colore ed aggiunge altre 2 tessere colorate e 4 trasparenti: resta così una sola casella vuota che verrà usata per spostare le tessere.

Il tabellone posto al centro del tavolo contiene un percorso di 54 caselle, formato da 6 sequenze degli stessi 9 disegni visti sulla plancia: ogni sequenza ha però una disposizione diversa. Di fianco si mettono le tessere “Obiettivo” (ognuna delle quali riporta tre dei soliti disegni) e un numero di “Gettoni Punteggio” pari a quello dei partecipanti +3.

Si gira la prima tessera obiettivo e si fa partire il tempo: tutti guardano quali sono i tre disegni stampati sull’obiettivo e cominciano a cercarli sulla loro plancia spostando le pedine una alla volta esattamente come si faceva con il Gioco del 15. Lo scopo è quello di scoprire il più in fretta possibile le tre caselle che hanno i disegni dell’obiettivo e di “evidenziarle” mettendoci sopra delle tessere trasparenti: tutti gli altri disegni devono essere invece coperti da quelle colorate.

Chi riesce a completare la selezione prima dello scadere del tempo sceglie un gettone punteggio e fa avanza il suo marcatore sul tabellone fino a raggiungere il disegno scelto, rispettando le regole del gioco:

  1. – Si può prendere un gettone Punteggio solo se il tempo del timer non è esaurito;
  2. -  Si può scegliere un solo gettone punteggio per round;
  3. – Una volta scelto un gettone non si può più toccare la propria plancia:
  4. – Se il tempo si esaurisce prima di avere trovato la combinazione giusta non si fanno punti;
  5. – Se la combinazione trovata sulla propria plancia non corrisponde a quella della tessera obiettivo non si fanno punti;
  6. – Se la combinazione è giusta ed il tempo non è scaduto, ma si sceglie un gettone con il disegno uguale ad uno dei tre dell’obiettivo… non si fanno punti.

Quando tutti hanno finito oppure il tempo è scaduto i gettoni utilizzati vengono rimessi nella riserva e si ricomincia con il round successivo. La partita termina alla fine del round in cui ci sono uno o più cerchietti sulla riga finale del tabellone (quella con il ponte sopra alla lava): chi si trova nella casella più vicina al Tempio vince.

Commento

PAKAL è soprattutto un gioco di “destrezza”, dove bisogna riuscire a muovere con grande fluidità le tessere della propria plancia evitando di bloccarle; serve anche un po’ di “memoria”, per cercare di non perdere di vista, man mano che vengono trovate, le caselle che dovremo evidenziare con tessere trasparenti per raggiungere l’obiettivo del turno.

Il tempo disponibile (45 secondi nella versione “facile”, 35 in quella “difficile”) è più che sufficiente per trovare le tre caselle dell’Obiettivo, quindi è inutile spingere come dei disperati quelle povere tessere all’interno della plancia, con il rischio di non posizionarle bene e di bloccare lo scorrimento delle altre. Meglio procedere velocemente, questo sì, ma con accortezza, tenendo sempre a… portata di dito le tessere trasparenti da piazzare sugli obiettivi.

Non serve neppure cercare di memorizzare quale sia la tessera Punteggio più conveniente perché qualcun altro potrebbe finire il puzzle prima di voi e portarvela via: meglio concentrarsi sulla plancia per finire il piazzamento prima dello scadere del tempo e poi guardare quali gettoni sono ancora disponibili.

Quando si gioca con i bambini vi suggeriamo di sospendere il timer ogni volta che uno di loro dichiara “Finito” (per dargli il tempo di cercare il gettone più interessante) oppure eliminate del tutto il conteggio del tempo per permettere a tutti di fare qualche punto ogni volta.

Non si tratta di un gioco “impegnativo” per sforzo mentale o tempo da dedicargli e quindi può essere praticato davvero da tutti. Sicuramente la sua presentazione sul tavolo attirerà l’occhio dei presenti, ma troverete sempre qualcuno non interessato a provarlo per il presunto… “stress” da prestazione, dovuto alla necessità di concentrarsi senza distrazioni durante la fase di ricerca dei colori dell’obiettivo ed al poco tempo disponibile.

Non tutti infatti se la sentono di essere sotto pressione, anche se avrebbero voglia di partecipare: lo capite perché, assistendo ad una partita, non riescono a trattenersi dal dare consigli ai giocatori. Chi lo ha provato (anche fra le persone più… mature che probabilmente ripensavano alle partite fatte con il Gioco del 15 durante la loro fanciullezza) ha poi voluto giocarci di nuovo e questo è un grande indizio sull’accoglienza ottenuta.

Trovi una descrizione più approfondita su balenaludens.it

Questo Pakal è un gioco-puzzle della Cranio Creation (per 2-4 giocatori da 7 anni in su ed una durata di 20-30 minuti) che ha spopolato subito in famiglia: dopo averlo provato per la prima volta tutti hanno infatti voluto cimentarsi in un’altra partita, poi un’altra ancora e così via, ed il pomeriggio è volato.

In effetti i vivaci componenti di plastica colorata dalle illustrazioni abbastanza atipiche e la facilità d’uso hanno permesso di portare al tavolo, oltre ai bambini, anche persone quasi refrattarie al gioco ma che avevano comunque provato e riprovato (ai loro tempi) il famoso “Gioco del 15”: quindi tutti si sono trovati subito a loro agio con la “meccanica” (è proprio il caso di dirlo) di Pakal.

Ehi tu ragazzino, là in fondo, ti ho visto chiedere al vicino “cosa diavolo sia questo Gioco del 15”: mi spiace ma per te non c’è posto a questo tavolo, per cui… la porta è dietro le tue spalle e torna solo dopo aver trovato una copia di quel gioco ed averlo risolto col minor numero di mosse possibili. 

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