Konane (2001)
Giudizio complessivo:
Autore: Public Domain
Artista:
Editore: Fabbri
Numero giocatori: 2
Durata media: 30 minuti
Tipologia giocatori: Da 6 anni
Ambientazione: Eliminare le pedine dell'avversarie e bloccargli ogni mossa.
Categoria: Astratto
Meccanica: Prese
Motore: Cattura pezzi
Questo gioco fa parte di: Il Mondo dei Giochi - Fabbri
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 7
Regolamento: 6
Gradimento: 7
Fortuna: 0
Difficoltà: 3
Valutazione BGG
Voto: 5.7
Votanti: 128
Classifica: #21389
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: N.D.
Spielbox: N.D.
Win Magazine: N.D.

Descrizione

Le origini di KONANE, gioco di cattura praticato fin dall’antichità nell’arcipelago della Hawaii, si perdono nella notte dei tempi ma il mondo occidentale lo ha conosciuto soltanto dopo la spedizione dell’esploratore/navigatore James Cook che lo scoprì nel 1776 e lo fece poi conoscere in Europa. Il tabellone veniva inizialmente ricavato levigando una roccia e praticando poi 10x10 fori, in una griglia quadrata, dove venivano inseriti dei sassolini bianchi e neri, alternando i due colori.

Prima di iniziare la partita il “nero” deve togliere due sassi, uno in angolo ed uno a suo piacere, poi il suo avversario deve togliere un sasso a sua volta da uno dei fori adiacenti a quelli lasciati vuoti dal nero. A questo punto tocca al nero muovere per primo saltando una pedina bianca per eliminarla; poi il turno passa al bianco che deve fare altrettanto e così via fino al termine della partita.

Come nella dama si possono anche effettuare salti multipli per eliminare più pedine con una sola mossa, ma il salto deve essere effettuato esclusivamente in linea retta. Non è invece ammesso spostare pedine senza effettuare un salto, quindi la partita si chiude normalmente quando un giocatore non riesce più a muovere perché le sue pedine non sono adiacenti ad altre dell’avversario: in tal caso il giocatore deve arrendersi e concedere la vittoria all’avversario.

Commento

Per giochi così semplici da imparare e da praticare, come KONANE, non c’è un gran ché da commentare: ad inizio partita si tratta soprattutto di studiare mosse che inducano l’avversario ad esporre le sue pedine ad una cattura multipla in modo da fargli perdere il maggior numero di pezzi possibile e quindi a ridurre il suo potenziale di attacco.

Poi, verso metà partita, bisogna fare molta attenzione a non lasciare gruppi di pedine troppo soli negli angoli del tavoliere perché potrebbero essere facilmente isolati e quindi impossibilitati a muovere. Il finale di partita è la parte più impegnativa del gioco: ogni mossa va ponderata accuratamente per capire quale sia la più adatta a ridurre al minimo le possibilità di risposta dell’avversario, mantenendo tuttavia il maggior numero di “strade” aperte per la mossa successiva.

Di solito si finisce per avere 3-4 gruppi di pedine in aree diverse e spesso chi muove per primo è in grado di bloccare ogni movimento all’avversario, quindi se potete fate in modo che una vostra pedina resti “imprigionata” fra due del colore opposto: l’avversario non potrà saltarla ma voi potrete muovere in entrambe le direzioni, a vostro piacere, nel turno successivo.

 

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