Heat: Pedal to the Metal (2022)
Giudizio complessivo:
Autore: Harding Granerud Asger
Pedersen Daniel Skjold
Artista:
Editore: Days of Wonder
Numero giocatori: 1 - 6
Durata media: 60 minuti
Tipologia giocatori: Da 10 anni
Ambientazione: Quattro Gran Premi di Formula 1
Categoria: Sport
Meccanica: Deck Building
Motore: Carte
Espansioni: Heat: Heavy Rain
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Materiale Utile
Tipo Descrizione Scarica
Sequenza di Gioco Setup e Sequenza Base e Avanzata (A 092) Scarica il file
Grafica: 8
Regolamento: 7
Gradimento: 7
Fortuna: 2
Difficoltà: 3
Valutazione BGG
Voto: 8.09
Votanti: 19.757
Classifica: #43
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: A
Spielbox: B
Win Magazine: N.D.

Descrizione

La Formula 1 è sempre uno degli argomenti sportivi più gettonati per i giochi da tavolo sulle corse automobilistiche e HEAT è l’ultimo arrivato in questa categoria (2023). Figlio di “Flamme Rouge” (che era invece dedicato alle corse ciclistiche e ideato dagli stessi autori) fra i suoi componenti notiamo quattro circuiti e sei auto, oltre a svariati mazzi di carte perché, come per il fratello maggiore, la sua meccanica di base è il “deckbuilding”.

Scelto uno dei Gran Premi i giocatori posizionano le auto sulla griglia di partenza e prendono ognuno un mazzetto di 12 carte “velocità” a cui vengono aggiunte tre carte “Miglioria”: nel gioco base queste ultime sono fisse e uguali per tutti, mentre nell’avanzato ognuno sceglierà le sue carte in base ad un meccanismo di precedenze. Il circuito scelto dirà anche quante carte “Stress” dovranno essere aggiunte al mazzo di ogni giocatore e quante carte “Heat” si dovranno posizionare nella casella centrale della plancia/cruscotto individuale.

Al “via” il giocatore in testa, seguito dagli altri, dovrà scegliere la marcia per quel turno (1°, 2°, 3° e 4°) e giocare dalla sua mano il corrispondente numero di carte (1-2-3-4) muovendo poi l’auto del numero totale di caselle indicato. Una o più carte stress possono essere utilizzate al posto di quelle della velocità (per liberarsi un po’ la mano) ma sono un po’ a sorpresa perché per ognuna di esse si pescherà a caso una carta velocità… e non è detto che arrivi quella giusta.

Ogni curva ha un certo valore di “velocità”: le auto che passano a quella velocità (o più lente) non hanno problemi, mentre chi supera il limite deve pagare la differenza con carte “Heat” da prelevare dalla casella centrale della plancia per metterle fra gli scarti ed appesantire così in seguito la propria mano. Naturalmente il gioco prevede la scia fra le auto, i testa-coda, i campionati, ecc.

Vince chi supera per primo il traguardo, oppure chi va più avanti (dopo la linea a scacchi) se più macchine arrivano in fondo nello stesso turno.

Commento

Le regole “base” di HEAT sono sicuramente adatte ad un pubblico inesperto o ai più giovani, ma certamente non soddisfano i giocatori più esperti, i quali dopo un paio di partite di prova, passeranno dunque alle regole avanzate e, molto probabilmente, ai Campionati. È infatti possibile giocare in una serata 3-4 gare sui diversi circuiti forniti e sommare i Punti raccolti in ognuna di esse per proclamare vincitore chi avrà ottenuto il totale più alto.

Le regole avanzate implicano l’uso di carte “Miglioria” che rendono le auto più competitive e che quindi vanno scelte con attenzione, prima della gara, tenendo presente le caratteristiche del circuito: se ci sono molte curve le “Gomme” vi premetteranno di affrontarle ad una velocità superiore, scartando anche qualche carta Heat mentre gli “Alettoni” faranno ancora meglio al costo di una carta Heat; in circuiti con lunghi rettilinei avere il “Pedale del gas” vi permetterà di aggiungere a quelle giocate 1-2 carte prese direttamente dalla mano; la “carrozzeria”, oltre a darvi alti punti velocità, vi aiuta a liberare la mano dallo Stress; ecc.

Una delle cose più importanti da sperimentare fin dalle prime corse e tenere sempre presente è l’uso della scia, che permette spesso di entrare in curva senza grosse penalità (se le velocità sono compatibili, naturalmente). Quindi chi è davanti deve sempre fare i conti con questa possibilità e fermare la sua auto ad una certa distanza dalla curva in modo da impedire che gli avversari possano superarla usando la scia.

Le carte “Heat” si usano in due modi: quando si passa una curva a velocità superiore a quella indicata (pagando la differenza: se le carte Heat non bastano l’auto va in testa coda e riparte in prima nel turno successivo) oppure volendo accelerare o decelerare più rapidamente. In ogni caso le carte usate in questo modo finiscono negli scarti e, prima o poi, ce le ritroveremo in mano, quindi vanno rimesse al centro della plancia usando le icone “raffreddamento” (a bassa velocità o con le migliorie).

Se non pretendete che il gioco sia una simulazione perfetta delle corse di Formula 1 allora avete davanti parecchie ore di divertimento assicurato e quando sarete stanchi delle quattro piste fornite ne troverete altre decine su BGG, ma sono certo che Days of Wonder presto farà uscire degli ampliamenti con nuovi circuiti.

Trovi una descrizione più approfondita su balenaludens.it

Le origini di Heat partono da Flamme Rouge creato dagli stessi autori (i danesi Granerud e Pedersen per i colori della ditta Lautapeli) dove venivano usate le carte per muovere dei ciclisti degli anni ’50 sulle strade del Tour de France. Days of Wonder e Asmodée hanno pensato che questo “meccanismo” si poteva adattare anche alle corse di Formula 1 e così ecco arrivare Heat sui nostri tavoli, per 1-6 “piloti” (di 10 anni o più): viene distribuito nel nostro Paese da Asmodée Italia ed è stato uno dei titoli più giocati al recente festival PLAY 2023.

Le ragioni del suo successo stanno nella grafica (molto ben curata), nelle regole, facili da imparare e nella meccanica del “deck-building” che riscuote sempre un buon favore presso i giocatori nostrani: nella recensione che segue cercheremo di spiegarvi come funziona il gioco, tenendo come base le regole “avanzate” (usando però solo le carte “Migliorie Regolari” ed il clima) ma dando comunque qualche informazione sulle differenze con la versione più semplice.

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Articoli su riviste:

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