Gaia Project (2017)
Giudizio complessivo:
Autore: Drogemuller Jens
Ostertag Helge
Artista: Lohausen Dennis
Editore: Feuerland Spiele
Cranio Creations
Numero giocatori: 1 - 4
Durata media: 180 minuti
Tipologia giocatori: Giocatori esperti:
Ambientazione: Costruzione di Federazioni galattiche
Categoria: Civilizzazione
Meccanica: Posare tessere-pedine-ecc.
Scambio risorse
Controllo Aree
Motore: Uso di risorse varie, segnalini, pezzi speciali
Monete-Banconote
Nomi alternativi: Progetto Gaia
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 8
Regolamento: 7
Gradimento: 6
Fortuna: 0
Difficoltà: 6
Valutazione BBG
Voto: 8.69
Votanti: 4.613
Classifica: #13
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: B
Spielbox: N.D.
Win Magazine: N.D.

Descrizione

Per chi conosce già Terra Mystica (TM) imparare Gaia Project non sarà troppo complicato, nonostante alcune novità introdotte dagli ideatori: d'altra parte proprio il Regolamento fa riferimento al "papà" localizzando il gioco nella galassia "Terra Mystica". Contrariamente al suo predecessore qui non siamo sulla superficie terrestre ma in pieno spazio ed invece di avere dei terreni da terraformare abbiamo dei pianeti da conquistare: anche graficamente i componenti sono certamente di qualità superiore, visto che invece di segnalini di legno abbiamo delle miniature di plastica colorata. Ogni giocatore inizia la partita con tutti gli edifici piazzati sulla sua plancia e con due "miniere" posate su due pianeti del suo colore: lo scopo è formare delle "federazioni galattiche" (le città di TM) costituite da pianeti collegati fra loro da satelliti e con un numero appropriato di edifici. Così le miniere possono diventare "stazioni commerciali" e queste ultime possono in seguito essere trasformate in "istituti planetari" o "laboratori di ricerca": questi ultimi possono a loro volta essere implementati per diventare "accademie". Tutte le miniature costruite sul tabellone liberano altrettante caselle sulla plancia, assegnando così svariati bonus al proprietario sia immediatamente che nella fase di raccolta delle risorse. Per fare tutto ciò i giocatori hanno a disposizione, appunto, delle risorse : crediti (la moneta della galassia), minerali, avanzamenti tecnologici, cubi di "intelligenza quantica" (QIC). In base alle azioni scelte ed alle costruzioni che vengono liberate i giocatori ne riceveranno ad ogni turno un certo numero e potranno indicarlo facendo salire appositi marcatori sulla pista delle risorse, facendoli poi scendere in seguito man mano che esse verranno spese. Ognuno poi possiede anche dei segnalini "potere" da utilizzare su un'apposita sezione della plancia: quando questi segnalini diventeranno disponibili (a seguito di opportune azioni o bonus) il giocatore potrà usarle per acquistare ulteriori riserve (esattamente come in TM). In Gaia Project i segnalini "Potere" possono però essere anche spesi definitivamente, per cui esistono nuove azioni che permettono di recuperane un certo numero. Il tabellone è costituito da 10 plance esagonali, ognuna delle quali possiede 16 esagoni, alcuni dei quali coperti da pianeti di diversi colori, gli stessi dei giocatori, più alcuni pianeti verdi ed altri viola sui quali si potrà costruire solo utilizzando dei Gaiaformers (miniature che cambieranno il viola in verde). Infine c'è un grande tabellone "Ricerca" sul quale i giocatori faranno avanzare lil loro livello tecnologico, acquisendo nuove risorse e anche nuove tessere con bonus specifici. Una partita dura 6 turni ed alla fine il punteggio si calcolerà sommando i Punti Vittoria (PV) già acquisiti durante il gioco ai vari extra ottenuti al raggiungimento di diversi obiettivi.  

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Progetto Gaia è un gioco di civilizzazione per 2-4 persone di ambientazione fantascientifica, edito in Italia da Cranio Creations, e consigliato dai 14 anni in su. Dichiaratamente ispirato al celebre Terra Mystica, del quale condivide l’impianto di base, si propone di elevare il gameplay a un nuovo standard, diventandone il “successore”: impresa non facile, visto che Terra Mystica è al momento in cui scriviamo alla settima posizione nella classifica di BoardGameGeek! I giochi di civilizzazione rappresentano una categoria molto apprezzata, indubbiamente anche per merito del fascino demiurgico insito nel far sviluppare la propria fazione/civiltà/popolo con grandi gradi di libertà: scienza, economia, esplorazione, colonizzazione… Proprio questa caratteristica, ovvero la possibilità di adottare strategie molto differenti e individuali, li rende spesso soggetti a problemi di design molto complessi da risolvere, tra cui il bilanciamento delle varie fazioni, tipicamente asimmetriche, e la necessità di evitare che la crescita esponenziale renda evidente da subito il vincitore finale (difetto che prende il nome di “runaway leader” tra appassionati e addetti ai lavori).

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Articoli su riviste:

Rivista Numero Anno Titolo articolo Pagina Autore Tipo articolo
ILSA Magazine 48 2017 Prime Impressioni 58 Pierobon Lucio Recensione
Plato 108 2018 Repousser les frontièeres 24 André Damien Recensione dettagliata

Commento

Le nuove regole introdotte in Gaia Project, e soprattutto il tabellone "Ricerca" hanno a mio avviso complicato un po' troppo il gioco: Terra Mystica era già sufficientemente impegnativo da essere consigliato solo a giocatori esperti, ma ha avuto davvero un successo impensato, e proprio per questo motivo gli ideatori non potevano non approfittare dell'onda favorevole e sfornare un semplice "doppione": così hanno appesantito la meccanica di base con una serie di extra, allungando di almeno mezzora il tempo di gioco. Fortunatamente la meccanica di base è rimasta invariata e ci si può concentrare invece sulle due grosse differenze: la conquista dei pianeti e la ricerca tecnologica. Come abbiamo detto il tabellone viene formato da 10 plance esagonali che, dopo aver fatto la prima partita seguendo lo schema consigliato dal regolamento per una distribuzione più equilibrata, potranno in seguito essere combinate in centinaia di diverse variazioni. Per poter conquistare un nuovo pianeta bisogna raggiungerlo con le proprie astronavi (teoriche): questo significa che se esiste un pianeta in un esagono adiacente l'operazione sarà sempre possibile (spendendo un certo numero di "punti di terraformazione" a seconda del colore del pianeta scelto) altrimenti bisogna prima aumentare la propria capacità a viaggiare. Inizialmente infatti si possono colonizzare solo pianeti adiacenti, poi si potranno raggiungere quelli a 2-3-4 esagoni di distanza (con una tecnologia avanzata o spendendo i cubi QIC della propria riserva). Il tabellone della "ricerca tecnologica" è invece diviso in sei settori ed ognuno di essi possiede una "pista" di cinque caselle numerate (da 1 a 5). Ogni pista ha delle caratteristiche specifiche: minor costo di punti "terraforming" per costruire nuovi insediamenti, aumento della distanza percorribile con le astronavi, miglioramento dell'intelligenza artificiale (acquisendo cubetti QIC), acquisizione di laboratori "Gaia" per rendere abitabili i pianeti viola, acquisizione di risorse (crediti e minerali) e di punti tecnologia. Per avanzare di una casella in ogni pista ci sono due modi: spendere durante un'azione 4 "punti tecnologia" oppure costruire un edificio a scelta fra laboratori di ricerca e accademia. Questi ultimi permettono di scegliere una tessera "Tecnologia" (che darà bonus istantanei o permanenti) e fare anche avanzare il proprio segnalino sulla corrispondente pista. Ed è proprio questo sistema delle tecnologie che ha appesantito il gioco in maniera forse eccessiva: intendiamoci, Gaia Project resta un gran gioco ma ... avendo già Terra Mystica valeva la pena di prendere un suo clone? Per chi ama i giochi complessi sicuramente sì.

Commenti degli utenti


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