Friday (2011)
Giudizio complessivo:
Autore: Friese Friedemann
Artista: Casasola Merkle Marcel-André
Lieske Harald
Editore: 2F Spiele
Numero giocatori: 1
Durata media: 30 minuti
Tipologia giocatori: Per tutti
Ambientazione: Far sopravvivere Robinson
Categoria: Carte Speciali
Meccanica: Combinazioni-Allineamenti
Motore: Carte
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 7
Regolamento: 7
Gradimento: 8
Fortuna: 3
Difficoltà: 2
Valutazione BBG
Voto: 7.2
Votanti: 12.832
Classifica: #337
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: N.D.
Spielbox: N.D.
Win Magazine: N.D.

Descrizione

FRIDAY è un gioco di carte “in solitario” che prende spunto dalle vicende di Robinson Crusoe e dalle sue avventure nell’isola deserta: esso si sviluppa in tre “round” (verde, giallo e rosso) di difficoltà crescente.

Il giocatore parte con una dotazione “standard” di carte “Robinson” con le quali dovrà affrontare i primi ostacoli, sperando di superarli per aumentare il suo deck con delle carte via via più forti e di eliminare invece quelle troppo deboli o negative.

All’inizio di ogni turno vengono pescate due carte “avventura” sulle quali sono stampati due disegni: il primo mostra la faccia di Robinson ed un valore di combattimento. Il secondo (disegnato alla rovescia) il luogo da esplorare e la sua difficoltà nei tre livelli, evidenziata da un numero: esso è di solito piuttosto basso a livello “verde”, mediamente difficile a livello “giallo” e piuttosto elevato a quello rosso”. Ad esempio 1-3-6.

Un numero di formato più grande su un fondo bianco dice anche con quante carte “Robinson” deve essere risolta l’avventura: il giocatore gira quel numero di carte dal suo deck e somma il loro valore di combattimento (in alto a sinistra in ogni carta):

  • Se il valore è uguale o superiore a quello dell’avventura l’esito è positivo ed il giocatore può mettere quella carta nella sua pila degli scarti. Quando sarà ripescata fornirà il valore di combattimento di Robinson (e l’avventura non sarà più usata)
  • Se il valore è inferiore il combattimento è perso ed il giocatore deve pagare un numero di “Punti Vita” pari alla differenza fra il valore necessario e quello ottenuto. Se, ad esempio, il valore fosse stato”1” e le carte giocate fossero “0” e “-1” il giocatore pagherebbe 2 Punti Vita.

Poi si prosegue con altre due carte avventura, ecc.

Se il mazzo di Robinson si esaurisce il giocatore riprende in mano tutti gli scarti ma deve aggiungervi una carta “Aging” (sono carte Robinson con valore da “0” a “-4”) che serve più che altro a penalizzare i combattimenti.

Se invece finisce per la prima volta il mazzo delle avventure si riprendono tutti gli scarti e si passa dal round “verde” (facile) a quello giallo (medio) durante la quale si considerano i valori “gialli” delle carte avventura. Quando si esaurisce per la seconda volta si passa al “rosso” (difficile).

Al termine del terzo mazzo il povero Robinson dovrà confrontarsi con i Pirati (si pescano due carte da un mazzo apposito) battendo i loro valori “rossi” con un adeguato numero di carte Robinson.    

Il giocatore vince la partita se sconfigge i due Pirati e perde se, in una qualsiasi fase, deve pagare un Punto Vita ma non ne ha più in riserva.   

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Il povero Venerdì non vede l’ora di sbarazzarsi dell’imbranato Robinson, ma sa che per farlo dovrà sobbarcarsi il suo addestramento e renderlo una perfetta macchina ammazza-pirati, frutto di un incrocio tra Terminator e il Bruce Willis dei “Die Hard”, con tanto di canotta d’ordinanza L&L (Lurida & Lacera). Detta così non pare molto credibile… e in effetti non è credibile, né vuole esserlo. Infatti il gioco sebbene possa essere considerato abbastanza tematico per quanto riguarda la fase addestramento (con Venerdì nel ruolo di novello Sergente Hartman), ha nell’obbiettivo finale di portare Robinson a sconfiggere da solo ben due navi pirata e relativi equipaggi, la parte un po’ più tirata per i capelli. Comunque l’aderenza stretta e logica ad un tema non è assolutamente un requisito essenziale per un gioco di questo genere.

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Articoli su riviste:

Rivista Numero Anno Titolo articolo Pagina Autore Tipo articolo
Spielbox 2012/4 2012 Weak ... inactive ... zeros 36 Bartsch Udo Recensione dettagliata
ILSA Magazine 14 2011 Prime impressioni 18 Nini Andrea Recensione breve
WIN The Game Journal 431 2011 Played for you 16 Recensione breve
Plato 48 2012 Seul sur le sable 18 Josephy Stéphane Recensione breve
Vae Victis (CE) 122 2015 Les jeux de l'Eté 11 Bernard Pascal Recensione breve

Commento

Leggendo la descrizione di FRIDAY si potrebbe pensare che si tratti di un gioco di pura fortuna: giro le carte avventura e poi le carte Robinson sperando che escano quelle buone. In parte è vero, ma non è tutto qui.

In effetti ad inizio partita il giocatore riceve due Punti Vita (segnalini di legno verde) che possono esser usati per “chiamare” più carte da combattimento durante un’avventura, aumentando così le possibilità di vittoria.

Inoltre molte delle carte Robinson pescate hanno uno speciale bonus che può aiutare: Punti Vita extra, raddoppio del valore di una carta già giocata, pesca di una o più carte extra, togliere dal campo delle carte e sostituirle con altre, ecc. Questo bonus si può usare una volta sola per turno, “tappando” la carta (che mantiene il suo valore di combattimento).

Poiché il giocatore parte con un set di 18 carte abbastanza “deboli” (ci sono nove “0”, tre “+1”, un “+2” e cinque “-1”) è imperativo cercare di vincere tutte le avventure alla portata (valore da “0” a “1”) per poter aggiungere carte più forti o che abbiano dei bonus interessanti.

Quando poi si passa al round “giallo” bisogna assolutamente osare e prendere qualche rischio per incamerare il maggior numero di carte Robinson che ci permettano di affrontare con una certa tranquillità il round rosso, ma anche per togliere (facendole diventare, appunto, Robinson) quelle avventure che in “rosso” avrebbero un costo davvero molto alto.

Quando si perde un combattimento è sempre possibile eliminare delle carte (solitamente le scartine come i “-1” o gli “0”) spendendo Punti Vita, e questa potrebbe essere una strategia interessante: sono uscite due cartacce e difficilmente vincerei lo scontro pescandone altre con i Punti Vita, dunque meglio spenderli per eliminare le cartacce e non ritrovarmele più nel mazzo

Insomma un “deck building” con un’anima: per questo e per le sue dimensioni ridotte è diventato uno dei pochi giochi che mi porto dietro in viaggio.

Commenti degli utenti


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