D-Day Dice (2012)
Giudizio complessivo:
Autore: Aquin Emmanuel
Artista: Aquin Emmanuel
Poole Mark
Editore: Valley Games Inc.
Numero giocatori: 1 - 4
Durata media: 60 minuti
Tipologia giocatori: Da 12 anni
Ambientazione: Sbarco in Normandia nel Giugno 1944 (Gioco cooperativo)
Categoria: Cooperazione
Meccanica: Lanciare Dadi e Muovere
Motore: Dadi
Carte
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 6
Regolamento: 7
Gradimento: 7
Fortuna: 4
Difficoltà: 2
Valutazione BGG
Voto: 6.83
Votanti: 3.520
Classifica: #1316
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: N.D.
Spielbox: A
Win Magazine: N.D.

Descrizione

I giochi di simulazione che parlano di battaglie sono stati affrontati con diversi tipi di meccanica e con più o meno precisione storica (e la mia collezione contiene esempi di ogni tipo), tuttavia uno come D-DAY DICE non lo avevo ancora mai visto.

La scatola contiene 8 scenari, tutti ambientati in una fase o in un settore della costa francese durante lo sbarco alleato in Normandia (giugno 1944) durante la Seconda Guerra Mondiale: ogni scenario ha una sua piccola mappa divisa in aree, partendo dalla battigia davanti alla spiaggia per arrivare ad un bunker o un edificio fortificato sopra le dune che i giocatori devono raggiungere e conquistare sfidando il fuoco delle mitragliatrici.

Si tratta di un gioco “cooperativo” in cui si vince se tutte le unità arrivano al Bunker, oppure si perde tutti se anche uno solo dei giocatori viene eliminato: le unità (da 1 a 4) sono rappresentate da un dado (con simboli speciali impressi a caldo e colorati) e vengono messe inizialmente nell’area della battigia. In base allo scenario scelto, oltre al dado che rappresenta la loro unità in campo i giocatori ricevono una piccola plancia con 6 rotelle mobili (per aggiornare le caratteristiche dei loro uomini), un certo numero di carte “specialista” e 6 dadi (2 bianchi, 2 rossi e 2 blu, anch’essi con dei simboli speciali), mentre altre carte sono messe in tavola e possono essere acquistate durante la partita.

Le fasi di gioco sono le seguenti:

  1. – Tutti lanciano i loro 6 dadi, ne scelgono due e possono rilanciare fino a due volte gli altri quattro;
  2. – Una volta fissati i risultati i giocatori modificano le caratteristiche delle loro unità variando i valori con le 6 rotelle. Da notare che alcune combinazioni di colori assegnano dei bonus extra;
  3. – Tutti possono ora reclutare nuovi specialisti (dalla loro mano o da quelli sul tabellone) consultandosi sulle tattiche da usare ed eventualmente scambiandosi oggetti, uomini, medaglie, ecc.;
  4. – Le unità possono poi muovere dal settore in cui si trovano per spostarsi in uno di fianco o in avanti (verso il Bunker): è vietato passare due volte nello stesso settore o tornare indietro
  5. – Il nemico spara e vengono assegnate le perdite: alcune sono fissi ed indicate direttamente nel nuovo settore, altre dipendono dalla efficacia delle mitragliatrici. Tutti modificano i dischetti sulle loro plance e poi passano al turno seguente.

 I giocatori vincono la partita se riescono a penetrare TUTTI dentro il bunker: perdono se anche uno solo di loro viene eliminato.

Commento

È chiaro fin dalle prime battute che D-DAY DICE non è “soltanto” un gioco di dadi in cui si vince se si ha fortuna, ma occorre sangue freddo, una strategia generale e, naturalmente (stiamo pur parlando di dadi) un pizzico di buona sorte (un minimo di risultati necessari al momento opportuno). Quest’ultima può essere comunque “mitigata” da una buona cooperazione fra le diverse unità (giocatori): si decide insieme fin dall’inizio una strategia di massima, salvo poi sapersi adattare nel caso che gli Dei della buona sorte non siano propizi, ed ognuno cercherà di dare aiuto a chi si trova in difficoltà.

Il primo e più importante consiglio è quello di accumulare il maggior numero di uomini finché ci si trova nei settori più lontani dal bunker: per arrivare in cima infatti occorreranno mediamente 55-60 uomini e ci sono solo due facce in ogni dado che assicurano truppe fresche (una da 1 uomo ed una da 2) che possono anche aumentare notevolmente facendo combinazioni di dadi con lo stesso simbolo ma nei tre colori (bianco, rosso e blu).

Il secondo valore da tenere sotto controllo è quello della “bravura” (una medaglia su una faccia del dado) da utilizzare per passare da un settore all’altro: essi rappresentano il coraggio degli uomini e man mano che ci si avvicina alle mitragliatrici del bunker la richiesta aumenta: servono almeno15 punti per arrivare in cima: se non si comincia presto a metterne da parte 1 o 2 ad ogni lancio si rischia di rimanere inchiodati in un’area e subire quindi molte perdite extra.

Le altre tre facce di ogni dado sono occupate da:

  1. - una stella: si accumulano per poi pagare gli specialisti, senza i quali non si può entrare in certi settori, mentre altri aiutano a superare campi minati e barriere;
  2. – una chiave inglese: questi punti servono ad acquistare attrezzature in grado di aiutare l’unità a neutralizzare certi ostacoli (o altri bonus);
  3. – un teschio: ognuno di essi, dopo il terzo lancio, costringe ad eliminare uno dei dadi positivi ottenuti, ma avendone uno in ogni colore si ottiene un bonus.  

Ci sono otto diversi scenari nel gioco, di difficoltà crescente, ma alcuni sono veramente tosti ed oltre a giocare al meglio serve anche una bella botta di … ehmm … fortuna per riuscire a superarli: fortunatamente per quelli che, come succede a me, dopo una lunga serie di insuccessi dovuti a cattivi lanci, cominciano ad in…nervosirsi troppo, l’autore ha previsto una serie di varianti che facilitano il compito dei liberatori, senza mai garantire la vittoria ma facendoli diventare più competitivi.

Trovi una descrizione più approfondita su balenaludens.it

Il gioco di cui vi parlo oggi fa dei dadi un ingrediente fondamentale, con un obiettivo ambizioso: simulare l’assalto a una spiaggia fortificata con l’obiettivo di conquistarne i bunker. Lo scenario storico non poteva che essere lo sbarco in Normandia, in pratica! Il tutto quasi senza segnalini (alcuni sono presenti nella scatola, ma non sono affatto indispensabili e non li ho mai usati; 4 dadi sono usati di fatto come segnalini, come vedremo).

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