Bunny Kingdom (2017)
Giudizio complessivo:
Autore: Garfield Richard
Artista: Mafayon Paul
Editore: Iello
Mancalamaro
Numero giocatori: 2 - 4
Durata media: 45 minuti
Tipologia giocatori: Giocatori abituali
Ambientazione: Diventare il Monarca del Reame dei Conigli
Categoria: Carte Speciali
Astratto
Meccanica: Combinazioni-Allineamenti
Draft
Motore: Carte
Uso di risorse varie, segnalini, pezzi speciali
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 9
Regolamento: 8
Gradimento: 7
Fortuna: 2
Difficoltà: 3
Valutazione BBG
Voto: 7.42
Votanti: 2.341
Classifica: #569
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: A
Spielbox: C
Win Magazine: N.D.

Descrizione

Bunny Kingdom è, tutto sommato, un gioco astratto per quattro partecipanti, dove il meccanismo principale è il "draft" e tutto si esegue giocando delle carte. Il tabellone contiene 8x8 caselle quadrate, ognuna delle quali ha un diverso tipo di territorio: pianure, campi di carote, montagne, città, mare, ecc. Ogni casella è perfettamente identificata da una combinazione di lettere e numeri, da A-1 in alto a sinistra fino a J-10 in basso a destra. Un grosso mazzo di carte viene mescolato all'inizio di ognuno dei quattro turni ed ogni giocatore ne riceve 10 (12 in due): le carte sono di diversi tipi, ma la maggior parte contiene le coordinate di una delle caselle del tabellone e mostra graficamente lo stesso tipo di territorio: giocare una di queste carte significa occupare la casella relativa sul tabellone con uno dei propri conigli di plastica colorata. Altre carte invece non sono numerate e contengono degli "edifici" che i giocatori acquisiscono mano dopo mano e che metteranno in campo solo al termine del turno in una casella occupata da un loro coniglio (vedere maggiori dettagli più sotto). Infine ci sono le carte "pergamena", divise in due gruppi: Tesori della Corona e Personaggi. Le prime assegnano semplicemente dei punti extra a fine partita, mentre le seconde sono dei veri e propri obiettivi. Dopo aver guardato le carte i giocatori ne scelgono due e passano le altre al vicino di sinistra (turni dispari) o di destra (pari). Tutti scoprono contemporaneamente le due carte scelte e poi piazzano i loro conigli sul tabellone: se le carte selezionate sono "pergamene" si tengono nascoste e si accumulano per il conteggio finale. Si procede ad un nuovo draft e così via fino alle ultime due carte. Al termine di ogni turno si effettua un conteggio parziale moltiplicando il numero di "risorse" di ogni propria contea (serie di caselle adiacenti) per il numero di "torri" delle proprie fortezze. Al termine del quarto turno la partita finisce e, oltre al solito conteggio, si aggiungono i punti delle carte tesoro e degli obiettivi raggiunti. Il vincitore sarà sicuramente nominato Gran Coniglio e riceverà lo scettro reale.

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Vedendo l’illustrazione sulla scatola, che raffigura un castello medievale preso d’assedio da dei conigli antropomorfi in armatura o a cavallo, forse i giocatori più esperti sarebbero tentati di… passare oltre: poi il nome dell’autore (Richard Garfield, di cui ricordiamo, fra gli altri, giochi come Android: Netrunner, Great Dalmuti, King of Tokyo, Roborally e soprattutto Magic: the Gathering) costringe tutti a soffermarsi e ad esaminare meglio il contenuto. Così spesso finisce che tutti quei coniglietti di plastica colorata (chissà perché hanno scelto proprio dei conigli…), le miniature di castelli e torri, le carte illustrate con una grafica allegra e fumettistica improvvisamente fanno venire una gran voglia di sedersi al tavolo e provarlo anche ai vecchi frequentatori dei tavoli da boardgame. Bunny Kingdom eredita molte caratteristiche del gioco “astratto”: utilizza un mazzo di ben 182 carte gestito tramite una meccanica consolidatissima (draft) che permette di spedire i nostri conigli alla conquista di una Contea e  di farci passare un’oretta (scarsa) di piacevole divertimento. Non si tratta però di un gioco per tutti: è vero che l’età minima consigliata sulla scatola (14 anni) ci sembra eccessiva e per questo abbiamo preferito portarla a 12, ma in realtà ci vogliono colpo d’occhio (al momento di scegliere le carte durante il draft, soprattutto in base a quanto sta succedendo sul tabellone), pazienza (prima o poi arriveranno anche le carte che ci servono) ed un po’ di lungimiranza (nelle costruzioni).

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Commento

Dicevamo più sopra che al termine di ognuno dei quattro turni di Bunny Kingdom si effettua un conteggio parziale dei PV: si devono considerere dunque tutte le Contee per vedere se contengono torri e territori produttivi. In caso positivo si moltiplica il totale delle torri di quella contea per il numero delle risorse DIVERSE da essa prodotte. Per costruire delle torri ci sono due modi: il primo consiste nel giocare carte contenenti le coordinate di una città sul tabellone: qui si piazzeranno immediatamente una fortezza con UNA torre ed un coniglio del proprio colore. Altrimenti bisogna collezionare le carte fortezza senza coordinate (da 1-2-3 torri) per poterle costruire a fine turno (quando tutte le carte sono state giocate) in una casella contenente uno dei propri conigli. Le fortezze da 3 torri (sono solo tre in totale) possono essere piazzate esclusivamente in montagna, mentre per le altre non ci sono limitazioni. Alcune carte senza coordinate contengono delle coltivazioni supplementari (carote, pesce o legno): se vengono selezionate si giocano, come le fortezze, davanti a sé insieme ad apposite tessere di quel tipo. Stessa cosa per le risorse speciali (quasi tutte da piazzare sulle montagne per estrarre oro, pietre preziose, metalli, ecc.) e le relative tessere. A fine turno tutti questi edifici verranno inseriti nei territori indicati purché, naturalmente, ci sia già uno dei propri conigli. Quindi è necessario piaìnificare questi piazzamenti con una certo discernimento perché devono servire ad aumentare il numero delle risorse "diverse" da moltiplicare per le torri delle contee. Un grosso malloppo di punti arriverà comunque dalle carte Personaggio: i giocatori che le acquisiscono infatti cercheranno di soddisfarle giocando di conseguenza ed alcune di esse (le più difficili da soddisfare) regalano davvero parecchi punti. Se al primo sguardo il gioco sembra dedicato ai ragazzini, con tutti quei coniglietti, inclusa una fazione ... rosa, dopo la prima partita ci si rende conto che è necessario invece usare al meglio i propri neuroni se si vuole tentare di vincere e ben poco è lasciato all'aleatorietà della "pesca delle carte". Attenzione perché il gioco genera assuefazione: finita una partita (40-45 minuti) se ne vorrebbe iniziare subito un'altra. Sì, Richard Garfield ha colpito ancora !!

 

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