Big Shot (2019) (2019)
Giudizio complessivo:
Autore: Randolph Alex
Artista: Dahee Lee
Editore: Oliphante
Numero giocatori: 2 - 4
Durata media: 60 minuti
Tipologia giocatori: Per tutti
Ambientazione: Speculazione edilizia per ottenere i migliori lotti in città
Categoria: Economia-Industria-Commercio
Meccanica: Maggioranze
Motore: Uso di risorse varie, segnalini, pezzi speciali
Dadi
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 6
Regolamento: 7
Gradimento: 6
Fortuna: 2
Difficoltà: 3
Valutazione BBG
Voto: 0
Votanti: 0
Classifica: N.D.
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: N.D.
Spielbox: N.D.
Win Magazine: N.D.

Descrizione

Quella distribuita attualmente in Italia da Oliphante e la nuova edizione del gioco BIG SHOT inventato circa vent’anni fa da Alex Randolph ed inizialmente pubblicato da Ravensburger.

Il tabellone mostra la pianta (stilizzata) di una cittadina costruita sul bordo del mare e divisa in 13 quartieri, due dei quali in realtà rappresentano un parco ed un giardino zoologico.

Ai bordi del tabellone sono stati stampati 16 cerchietti entro i quali verranno posati dei cubetti nei colori dei giocatori (viola, arancione, rosso e avorio): su ogni cerchietto vanno posati quattro cubetti, presi a caso dalla riserva ma col divieto di averli tutti dello stesso colore.

Un segnalino azzurro (il Broker) viene messo su uno di questi cerchietti, poi si determina chi sarà il primo giocatore e gli viene dato un dado D6, sempre di colore azzurro. Il dado viene lanciato ed il broker mosso di tanti cerchi quanti sono i punti del dado: i cubetti della casella in cui si ferma vengono messi all’asta, con il giocatore alla sinistra di chi ha lanciato il dado che fa per primo la sua offerta.

Tutti i partecipanti iniziano il gioco con 10 milioni di dollari e questo denaro serve per aggiudicarsi i cubetti messi all’asta: se la cifra rimasta in mano non è sufficiente per rialzare la posta i giocatori possono chiedere un prestito “oneroso”. Questo significa che la banca pagherà al giocatore, per il primo prestito, 9 milioni (ma ne rivorrà indietro 10 a fine partita) mentre i prestiti successivi, pur richiedendo tutti un rimborso di 10 milioni, concederanno 8-7-6-5- ecc. milioni cadauno. (Le banche di Big City, si sa, prestano molto denaro a chi ha molti soldi ma agli altri chiedono rimborsi piuttosto forti).

I cubetti vinti all’asta devono essere subito distribuiti nei vari quartieri della città, e tocca al vincitore decidere come e dove posare ogni singolo cubo. Poiché i quartieri hanno un “valore” che parte da un minimo di 9 milioni ed arriva ad un massimo di 21 ognuno cercherà di piazzare i suoi cubetti nei quartieri più forti lasciando agli avversari quelli di minor valore. I due giardini non danno Punti direttamente, ma chi ne ottiene la maggioranza poi raddoppia il valore dei quartieri adiacenti da lui conquistati.

Quando il numero dei cubetti in un quartiere arriva a SETTE si verifica chi ha il maggior numero di cubetti ed a lui viene assegnato un cartello SOLD (sul quale resta uno dei suoi cubetti, mentre tutti gli altri sono scartati) che servirà poi a fine partita per verificare chi controlla cosa ed a calcolare i Punti Vittoria (PV). Attenzione però, in caso di parità i giocatori perderanno tutti i loro cubetti ed il quartiere sarà assegnato al giocatore che segue in classifica

La partita termina quando il diciottesimo ed ultimo cerchietto è stato messo all’asta, con la relativa distribuzione dei cubetti: si sommano il valore dei quartieri controllati da ogni giocatore al denaro rimasto in mano e si sottraggono i prestiti. Chi resta con più punti vince la partita.

Commento

Le regole di BIG SHOT sono rimaste praticamente le stesse, ma la loro stesura è stata ordinata meglio nella nuova edizione ed alcuni punti sono più chiari rispetto all’originale. Quella che è invece completamente cambiata è la grafica: la nuova edizione infatti, per il tabellone ha adottato uno stile molto “moderno” ma anche molto stilizzato di un uniforme colore azzurro che, rispetto al vecchio, è meno appariscente.

L’altro punto che è senz’altro inferiore all’originale, sempre a mio avviso, sono le monete: mentre quelle vecchie erano dei dischetti di plastica spessa ed avevano i valori stampati in rilievo quelli della nuova versione sono dei normalissimi gettoni di piccole dimensioni sui quali bisogna applicare degli auto-collanti con i numeri.

Indipendentemente dalla presentazione grafica (d’altra parte ognuno ha i suoi gusti, giustamente) il gioco è rimasto invariato e, nonostante cominci a mostrare un po’ i suoi anni (oggi i giochi quasi astratti sono meno popolari), è ancora divertente e molto competitivo.

Il primo dilemma è sempre quello di come spendere i propri soldi durante le aste: ovvio che se ci sono almeno un paio di cubetti del proprio colore si è disposti a spendere un po’ di più, ma questo lo sanno anche gli avversari che faranno di tutto per obbligare il giocatore interessato ad alzare la posta ed eventualmente a chiedere de prestiti per vincere l’asta oppure a rassegnarsi e perdere l’opportunità.

Man mano che i turni passano le cose si fanno più chiare sul campo e bisogna prestare davvero molta attenzione a come posare i cubetti, soprattutto ricordando sempre la regola dei pareggi=eliminazione: se, per fare un esempio, in un quartiere ci sono tre cubetti rossi, tre viola ed uno arancione sarà proprio quest’ultimo a vincere scartando di fatto ben sei cubetti degli avversari ormai diventati “inutili”.

Verso la fine l’andrenalina sale sempre più e gli ultimi turni sono in effetti quelli più lenti: i giocatori non osano più posare un cubetto a caso, ma fanno di tutto per salvare i quartieri in cui hanno la maggioranza mettendo i cubetti nemici in aree di poco valore e comunque in concorrenza diretta.

Sarebbe importante assicurarsi uno dei due parchi ed almeno uno dei quartieri adiacenti (che valgono 9-10-11 punti) facendo raddoppiare il suo valore: ma naturalmente l’impresa non è così semplice perché gli avversari cercheranno di impedirlo con ogni mezzo.

Si potrebbe pensare di puntare a 3-4 quartieri e mettere in ognuno 4 cubetti (che evitano matematicamente l’eliminazione) ma ogni giocatore ne ha in totale solo 18 e molti di essi verranno messi in tavola dagli avversari, quindi accumularne quattro in un’area sarà sempre molto difficile e troppo dispendioso.

Insomma, un vero “classico” Randolphiano.

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