Awithlaknannai (2001)
Giudizio complessivo:
Autore: Public Domain
Artista: ???
Editore: Fabbri
Numero giocatori: 2
Durata media: 20 minuti
Tipologia giocatori: Da 10 anni
Ambientazione: Catturare le pedine nemiche
Categoria: Astratto
Meccanica: Prese
Motore: Cattura pezzi
Questo gioco fa parte di: Il Mondo dei Giochi - Fabbri
Nomi alternativi: (Con Alquerque)
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 6
Regolamento: 6
Gradimento: 6
Fortuna: 0
Difficoltà: 2
Valutazione BGG
Voto: 6.2
Votanti: 11
Classifica: N.D.
Valutazione riviste
Ilsa: N.D.
Plato: N.D.
Spielbox: N.D.
Win Magazine: N.D.

Descrizione

L'AWITHLAKNANNAI è un gioco di origine nordamericana, praticato dagli indiani Zuni in quello che oggi si chiama Nuovo Messico: si gioca su un tavoliere ovale con 49 caselle circolari collegate fra loro da linee di raccordo orizzontali, verticali e diagonali. All’inizio della partita vengono schierate in campo 23 pedine bianche e 23 nere che occupano ognuna una casella, lasciando libere solo quella centrale e le due laterali.

Deciso chi sarà il primo giocatore, egli dovrà muovere una delle sue pedine in una casella libera, dando inizio alla partita ed ai “combattimenti”: le pedine avverse si “mangiano” come nella dama, saltandone una o più dell’avversario, ma solo se le caselle al di là del salto sono libere. Le regole fondamentali sono che al proprio turno è obbligatorio muovere una pedina e che è permesso muovere o saltare in avanti, di fianco o indietro ma non si può mai fare una mossa uguale e contraria a quella precedente (se muovo da A a B in questa mossa nella prossima non posso andare da B ad A).

“Mangiare” una pedina avversaria è obbligatorio, ma se ci sono alternative diverse sta al giocatore di turno decidere dove farlo. Sono ammessi i salti “multipli” (proprio come nella dama) per eliminare diverse pedine avversarie con una sola mossa, se la situazione in campo lo permette, e lo scopo del gioco è quello di mangiare tutte le pedine dell’avversario (vittoria automatica) oppure, ma è quasi impossibile, di bloccarlo in modo che non possa fare nessuna mossa, concedendo così la vittoria.

Commento

La meccanica di AWITHLAKNANNAI ha parecchie somiglianze con quella l’Alquerque, ma guardando il tabellone ed il numero di pedine da utilizzare sembra piuttosto difficile pensare che ne sia un derivato perché, sebbene sia stato anch’esso scoperto dai conquistatori spagnoli, fu importato in Europa solo nel Cinquecento, dove già l’altro era praticato da almeno due secoli.

La griglia di caselle collegate fra loro e la totale libertà di movimento possono confondere, inizialmente, e poiché all’apertura del gioco ci sono solo tre spazi liberi, le prime mosse sono abbastanza standard ma possono condizionare il seguito se non si sta attenti alle risposte. In generale dopo le prime scaramucce (con l’eliminazione di 5-6 pedine per parte) si hanno a disposizione abbastanza caselle libere e “sicure” (l’avversario non può mangiare le pedine posizionate in quel punto) da poter iniziare a manovrare.

Poi sarà necessario effettuare “attacchi” che costringano l’avversario a mosse obbligate da sfruttare per mangiare almeno una pedina in più e mettersi in posizione più difensiva. Separare troppo le proprie pedine potrebbe causare un rapido collasso di un intero gruppo in caso di attacco che porti una pedina nemica all’interno e che possa quindi minacciare ulteriori prese in varie direzioni. Meglio quindi “sprecare” qualche mossa per ricompattare il proprio “esercito” dopo uno scontro e poi ripartire all’attacco sapendo di avere le spalle al sicuro.

Articolo su Per Gioco Net

L'Awithlaknannai è un gioco tradizionale degli indiani Zuni del Nuovo Messico; è noto anche come Kolowis Awithlaknannai. Il gioco viene descritto da Stewart Culin nel volume Game of the North American Indians (1907). R.C. Bell ne parla nel suo Board and Table Games from Many Civilizations (1969) e lo ribattezza Fighting Serpents (Serpenti in lottaLotta di serpenti).
Il gioco ha molti punti di contatto con l'Alquerque, tanto da far ritenere che possa essere giunto in America Centrale nel '500, grazie agli spagnoli.
Il tavoliere consiste di tre righe parallele, scandite da 49 incroci creati da linee diagonali di collegamento; ciascun giocatore dispone di 23 pedine.
Esistono alcune varianti del gioco; fra queste la più nota è l'Awithlaknannai Mosona.
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