Ashes: Rise of the Phoenixborn (2015)
Questo gioco non fa parte della mia collezione, ma è elencato in questo sito perché è stato comunque provato o citato in riviste e libri già inseriti
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Questo gioco non fa parte della mia collezione, ma è elencato in questo sito perché è stato comunque provato o citato in riviste e libri già inseriti
| Grafica: |
n.d. |
| Regolamento: |
n.d. |
| Gradimento: |
n.d. |
| Fortuna: |
n.d. |
| Difficoltà: |
n.d. |
| Valutazione BGG |
| Voto: |
7.31 |
| Votanti: |
6.304 |
| Classifica: |
#807 |
| Valutazione Riviste |
| Ilsa: |
n.d. |
| Plato: |
n.d. |
| Spielbox: |
n.d. |
| Win Magazine: |
n.d. |
Articolo su Balenaludens.it
Ashes: la Rinascita dei Phoenixborn (d’ora in poi indicato solo come “Ashes”) si colloca in un filone di giochi ben noto: nell’ultimo ventennio nessun boardgamer ha potuto ignorare Magic the Gathering e i giochi ad esso ispirati. Molto interessante la dicotomia che si è venuta a creare sulla valutazione dei tre elementi tipici di questo gioco (collezionismo/creazione del mazzo/sessioni di gioco). Molti addetti ai lavori sostengono che il vero successo di Magic the Gathering sia legato all’aspetto del collezionismo e del commercio: possedere carte rare da inserire nei propri mazzi è forse secondario rispetto al controvalore in denaro attribuito alle carte più pregiate. Ma la comunità dei giocatori, pur continuando ad apprezzare l’immediatezza e la semplicità dei sistemi di gioco di questo tipo, ha sempre inteso l’aspetto “collezionistico” come quello meno interessante sotto un profilo strettamente ludico.
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