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Con Naufragos, eccoci di nuovo a parlare di un gioco che ci vede nelle peste più totali su un isola (non tanto) deserta. Al solito si atterra sempre lontano da comodi resort caraibici e le Piña Colada con l’ombrellino ce le dobbiamo scordare… con l’aggravante che tra naufraghi non ci si ama esattamente alla follia. Non bastavano le iatture tipiche con cui ci coccola madre natura, ma ad aumentare le nostre probabilità di finire (rapidamente) i nostri giorni su una sperduta isola priva di ogni confort, abbiamo anche i nostri amabili compagnucci di sventura … e allora spacchiamo pure qualche noce di cocco anche per loro, ma poi il machete lo si tiene noi! Sì, sì, sì! Lo si tiene noi! Si tratta, out of the box, di un semi-cooperativo fino a quattro giocatori con opzione per il solitario. Il “semi-” sta a significare che, qualora alla fine della fiera un gruppo di giocatori riuscisse finalmente a ritornare alla civiltà, tra questi ci sarà un solo vincitore, scelto come colui che è stato più bastar… bravo a raccogliere il materiale migliore per scrivere il bestseller sull’avventura vissuta (e anche a portarsi a casa qualche souvenir di pregio…). In soldoni il vincitore sarà quello che ha accumulato più Punti Storia (PS) tra segnalini ed oggetti. Tutto questo se si segue pedissequamente il regolamento (come è giusto che sia). Ma anche grazie al tema, è possibile affrontarlo come cooperativo puro se c’è un agreement tra i giocatori in tal senso. I Punti Storia, ossia il motore della parte competitiva del gioco, sono comunque parzialmente usabili (per i re-roll di tiri non andati a buon fine e per usare gli effetti innescati da alcune carte). La castrazione è significativa, ma non tale da ammazzare il gioco, ed è la stessa che si ha (ovviamente) nel gioco in solitario, che però risulta più sfidante e bilanciato rispetto al multiplayer full-coop.
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