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Tra i più giovani, impazzano da diversi anni i giochi legati ai cosiddetti “media franchise” (ovvero marchi legati a una moltitudine di supporti – sia analogici che digitali – differenti, dai film ai videogame, dai manga alle t-shirt) Pokemon e Yu-Gi-Oh!. Da entrambe la serie sono poi nati diversi TCG (Trading Card Games, cioè giochi di carte collezionabili e, soprattutto, scambiabili) di grande successo, con meccaniche di fondo che richiamano il precedente Magic L’Adunanza. Insomma, giochi completamente diversi da quelli che si era soliti fare alla stessa età appena un quarto di secolo fa: a quei tempi, erano le mani – e anche le gambe – a dettar legge e tutto si basava sulla destrezza e sull’abilità individuale. I più gettonati erano il gioco dell’elastico, la settimana (se si possedeva un gessetto per tracciare il campo per terra), lo schiaffo del soldato, battimuro (l’unico che prevedesse l’uso delle carte o, meglio, delle figurine) e scaldamani. Quest’ultimo, per chi non se lo ricordasse, prevedeva che i due giocatori si fronteggiassero, tenendo le mani le une sopra le altre: quello sottostante doveva tentare di colpire l’altro, mentre quello soprastante cercava di difendersi ritraendo di scatto gli avambracci.
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