Nagashino 1575 & Shizugatake 1583 (2022)
Giudizio complessivo:
Autore: Hardy Philippe
Artista: Da Silva Pascal
Rava Giuseppe
Brunel Sébastien
Editore: Serious Historical Games
Serie: Age of the Warring States
Numero giocatori: 2 - 3
Durata media: 180 minuti
Tipologia giocatori: Wargamers
Ambientazione: Guerre del periodo Sengoku Jidai (1467-1603)
Categoria: Wargame
Meccanica: Wargame ad attivazione alternata
Scala conflitto: Operazionale
Eserciti: Oda
Tokugawa
Takeda
Hideyoshi
Shibata
Periodo storico: Medioevo
Motore: Combattimenti con lancio dado
Fanno parte di questo gioco: Nagashino 1575: Nagashino 1575
Nagashino 1575: Shizugatake 1583
Nomi alternativi: Battles of the Sengoku Jidai
Componenti: Visualizza la lista dei componenti
Grafica: 8
Regolamento: 7
Gradimento: 8
Fortuna: 3
Difficoltà: N.D.
Valutazione BGG
Voto: 8.34
Votanti: 19
Classifica: N.D.

Descrizione

Con il termine “Sengoku Jidai” (stati belligeranti) si indica una parte piuttosto turbolenta della storia del Giappone che va dal 1493 al 1590: fu un periodo molto sanguinoso e furono combattute circa 50 battaglie maggiori, fra le quali troviamo, appunto, NAGASHINO e SHIZUGATE. La mappa (420x595 mm) è stampata da entrambi i lati (uno per ogni battaglia) ed è del tipo “a zone”, fra loro separate da diversi tipi di “confini”. Zone e confini regolano il movimento e l’impilamento della unità

Le unità combattenti hanno un colore di base per indicare il clan di appartenenza e diversi valori numerici: i PF in caso di combattimento corpo a corpo; il fattore di Tiro (FT) per arcieri e archibugieri; la capacità di movimento; il simbolo del clan di appartenenza; il “tipo” di unità ed un numero che esprime il suo Fattore di Qualità (FQ)

La sequenza di gioco è abbastanza “classica”:

  • Iniziativa: in questa fase si assegnano dei “marcatori” ad ogni formazione (ad indicare il loro atteggiamento, da estremamente difensivo a estremamente offensivo), poi si verifica che le unità siano in comando (entro il raggio del loro generale) e si lanciano 2D6 per vedere chi avrà l’iniziativa;
  • Attivazione delle Divisioni sul campo: i giocatori alternano l’attivazione delle loro formazioni per muoverle e combattere;
  • Riorganizzazione di fine turno.

Le Zone di Controllo (ZOC) sono attive solo verso terreni col numero più basso (per esempio una Zona II esercita una ZOC su tutte le Zone I adiacenti, ma non vale l’inverso), purché il “confine” non sia bloccante e le unità non siano Disorganizzate. I samurai possono combattere a piedi (Sa) o a cavallo (Ki) quindi hanno la possibilità di scendere o salire sulla loro cavalcatura. La cavalleria può caricare solo in terreno aperto, mentre le unità di tiratori (arcieri o archibugieri) possono colpire il nemico che si trova in zone adiacenti (di colore giallo), utilizzando un’apposita tabella e relativi modificatori.

Quando tutte le Divisioni sono state attivate si effettuano eventuali tentativi di recupero di unità disorganizzate e si passa al turno successivo. Al termine del numero di turni previsto per la battaglia scelta si conteggiano i Punti Vittoria (PV) tenendo conto di:

  • eventuali zone conquistate (ogni scenario indica quali sono e quanti PV danno);
  • ogni Daimyo eliminato frutta 10 PV
  • ogni Taisho eliminato assegna 5 PV
  • per ogni Samurai eliminato si ottengono 2 PV
  • tutte le altre unità valgono 1 PV se sono eliminate

Commento

Uno dei punti più interessanti NAGASHINO e SHIZUGATE è il sistema per i combattimenti corpo a corpo, i quali hanno una precisa struttura:

  • gli attacchi, facoltativi, sono effettuati da zone adiacenti (anche più di una, separatamente) e il bersaglio può quindi essere attaccato più volte (una per zona diacente, salvo alcune eccezioni);
  • il difensore ha diritto di effettuare un tiro con i suoi arcieri o archibugieri prima di risolvere il combattimento;
  • il difensore e l’attaccante designano poi una unità come “Principale” e utilizzano le sue caratteristiche durante la risoluzione del combattimento;
  • si applicano poi tutti i “modificatori” interessati (terreno, disorganizzazione, carica, fattore tattico in base al tipo di formazione, differenza di livello, presenza di un generale, ecc.);
  • infine si lanciano 2D6 e si verifica il risultato sull’apposita tabella (PF eliminati, disorganizzazione, test di Morale, ritirata, ecc.);
  • se una zona resta vuota l’attaccante può avanzare.

La battaglia di Nagashino è la più interessante: i due eserciti si equivalgono e il clan Takeda ha effettivamente la possibilità di vincere se si concentra inizialmente sull’attacco al Castello e su cariche di cavalleria mirate verso i punti più deboli dello schieramento avversario (soprattutto all’ala sinistra) cercando quindi di schivare il tiro piuttosto “mortale” delle compagnie di Archibugieri che si trovano al centro, dietro al fiume. Tuttavia più passa il tempo e più il nemico si rafforza, così le possibilità di vincere si riducono, soprattutto se il castello riesce a resistere fino all’arrivo dei rinforzi.

La battaglia di Shizugate è più complicata: le truppe attaccanti infatti arrivano in campo lungo il bordo di un lago, dove trovano una prima resistenza, e devono poi raggiungere il castello passando attraverso una lunga serie di zone di foresta che, se ben protette in difesa, rallentano enormemente l’avanzata. Difficilmente in questa battaglia si arriva alla fine dei turni programmati perché se gli attaccanti non riescono ad arrivare in tempo utile al castello il difensore ha tutto il tempo per ricevere i rinforzi e ripartire con una controffensiva. Quindi dopo 5-6 turni è molto chiaro chi dei due ha ancora la possibilità di vincere e allora conviene ripartire da capo a ruoli invertiti, assegnando poi la vittoria a chi è arrivato più… avanti.

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Con il termine “Sengoku Jidai” (stati belligeranti) si indica un periodo piuttosto turbolento della storia del Giappone che va dal 1493 al 1590: mentre in Europa si stavano consolidando i confini nazionali (quasi come li vediamo in pratica anche oggi), il Giappone era diviso in tanti piccoli feudi comandati da un “Daimyo” e in costante lotta fra loro anche se, ufficialmente, esistevano ancora un “imperatore” a capo della Nazione e uno “Shogun” (o generale in capo dell’esercito) che in pratica controllava lo stesso Imperatore e quindi tutto lo Stato. I Clan più potenti dell’epoca quindi cercarono di sopraffare gli altri per eleggere uno shogun della loro famiglia. La battaglia di Sekigahara pose fine alla guerra e Ieyasu Tokugawa (il vincitore) divenne il nuovo Shogun (carica che resterà al suo clan fino alla seconda metà del 1800).

Fu un periodo molto sanguinoso per il Giappone e furono combattute circa 50 battaglie maggiori: Philippe Hardy con la sua casa editrice (la francese Serious Historical Games) ha scelto di iniziare una nuova serie di wargames (chiamata “Age of the Warring States”, ovvero l’Era degli Stati belligeranti) con le battaglie di Nagashino (28 giugno 1575) e di Shizugatake (maggio 1583) racchiuse in un’unica scatola: Nagashino 1575 & Shizugatake 1583. La prima battaglia vide confrontarsi i clan di Takeda Katsuyori, da una parte e Oda Nobunaka e Ieyasu Tokugawa dall’altra, mentre alla seconda parteciparono quelli di Toyotomi Hideyoshi e Oda Nobutaka.

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